La App di Urbi che integra tutti i sistemi di mobilità urbana

E' l'auto il motore dello sharing. Una ricerca di Urbi conferma la crescita del fenomeno

di Giampiero Bottino
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MILANO - Sharing economy. Quella che per molti è l’economia del futuro viaggia sul web a ritmo sostenuto: la condivisione delle risorse, dei prodotti, dei consumi e dei progetti trova il suo più fertile terreno di diffusione nella rete, ormai onnipresente e capace di veicolare in modo rapido e capillare informazioni e adesioni. È un mondo in pieno fermento, come dimostrano i dati che tra l’altro assegnano ai trasporti la leadership quanto a peso relativo, visto che al settore fa riferimento il 18% delle 206 piattaforme online di condivisione – tra italiane e straniere attive in Italia – censite nel 2016. Un primato – quello dei motori – non solo numerico, ma anche d’immagine: siamo infatti convinti che chiedendo di spiegare il concetto di sharing, la maggior parte degli interpellati lo abbinerebbe alla parola car.

Parché l’automobile “pay per use” ha spalancato le porte all’idea di un prodotto condiviso quando ancora neppure i futurologi più illuminati parlavano di sharing economy. Era il 2004 quando l’Atm, l’azienda del trasporto pubblico milanese, si inventò GuidaMi, primo esempio di proposta strutturata per un servizio fino ad allora affidato a iniziative sporadiche, spesso improvvisate. Ma la vera escalation inizia quattro anni dopo, quando scende in campo il gruppo Daimler che con Car2go inaugura il car sharing che oggi conosciamo, libero dall’obbligo di prendere e riconsegnare la vettura nel medesimo parcheggio.

Cancellata questa limitazione, l’auto condivisa che si prende dove c’è e si lascia dove si vuole – senza (quasi) problemi di parcheggio e di ingresso nelle zone a traffico limitato – imbocca con decisione la pista di decollo. È l’inizio di una crescita esponenziale fedelmente documentata da Urbi, l’aggregatore di tutti i sistemi di mobilità urbana che consente all’utente di selezionare con un’unica app l’alternativa di trasporto più adatta alle necessità del momento. La ricerca, presentata nel corso del convegno milanese “Smart Mobility in Smart Cities”, ha fotografato la situazione del settore prendendo in considerazione le città in cui il servizio è più articolato e diffuso (Milano, Torino, Firenze e Roma) e gli operatori più strutturati: Car2go, Enjoy, Share’n go, DriveNow e ZigZag partito nel 2016 a Roma con un offerta limitata agli scooter che nella Capitale rappresentano forse l’unica soluzione di mobilità davvero efficace.

Il quadro che emerge non lascia adito a dubbi: per quanto riguarda il car (e bike) sharing, l’ambiente metropolitano rappresenta il più favorevole terreno di coltura, l’humus ideale che sta facendo di questa relativamente giovane – e molto apprezzata dai giovani, visto che il 49,5% degli utilizzatori ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni – modalità di spostamento una protagonista sempre più importante nel mondo delle flotte.

I dati relativi agli ultimi sei mesi parlano chiaro: i 5.030 veicoli a disposizione dei clienti “prendi e lascia” sono stati oggetto di 4,265 milioni di prenotazioni, hanno viaggiato complessivamente per 1,8 milioni di ore percorrendo 30 milioni di chilometri. Il tutto equivalente a un incremento del 35% nel ricorso alla mobilità condivisa, come sintesi tra i differenti ritmi di crescita registrati nelle quattro città campione che passano dal +54% di Torino al +10 di Firenze, passando per Milano (+41%) e Roma, dove l’incremento è stato nell’ordine del 20%.

È un’evoluzione che non dappertutto ha coinciso con un analogo andamento della flotta, cresciuta nel semestre del 49% a Milano e del 23% a Roma, mentre a Torino e Firenze si è ridotta dell’8 e del 12% rispettivamente. «Un calo – fa notare il fondatore di Urbi Emiliano Saurin – che non ha fermato i cittadini. Il fatto che Torino abbia registrato il più consistente incremento dei viaggi dimostra che queste alternative di mobilità sono sempre più importanti nella vita quotidiana delle persone, anche senza bisogno di grandi flotte».

Per quanto riguarda la consistenza del parco a livello cittadino, la classifica è ovviamente guidata dalle due metropoli più grandi, con i 2.386 veicoli a disposizione degli utenti milanesi e i 1.570 in attività nella Capitale. Seguono con un certi distacco Torino (610 unità) e Firenze dove i mezzi circolanti sono 464. Quanto al numero dei noleggi, la graduatoria vede largamente in testa il capoluogo lombardo, che in media ne registra ogni giorno 12.750, più del doppio rispetto a Roma (5.741) e poco meno del quadruplo rispetto a Torino (3.458), mentre Firenze chiude la graduatoria con 1.608 noleggi al giorno.

Per dare l’ultimo tocco all’esauriente quadro statistico dipinto da Urbi manca solo il dato relativo all’intensità alla durata media dei noleggi per ciascun veicolo, che a Milano è di 2,7 ore, a Roma di 1,9 ora, praticamente uguale all’1,8 registrato a Torino, mentre a Firenze residenti e turisti tengono ciascuna vettura per 1,3 ore.
 

 

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Lunedì 12 Giugno 2017 - Ultimo aggiornamento: 16-06-2017 10:44 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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