Psa corteggia Opel, riparte il risiko dell'auto

Alla vigilia del salone di Ginevra ripartono le manovre di consolidamento nel settore dell’auto che potrebbero scatenare un effetto domino in grado di cambiare lo scenario globale e, soprattutto, quello europeo. Non si tratta di uno dei tanti rumors, la notizia è stata ufficialmente confermata da una delle parti, e riguarda due protagonisti assoluti nel nostro continente, uno dei quali fa parte da quasi un secolo di un gigante americano. General Motors e Psa stanno dialogando per unire il gruppo francese con Opel o più probabilmente gli americani potrebbero cedere la loro azienda tedesca al gruppo Peugeot-Citroen.

La prime voci in proposito sono iniziate a circolare a Parigi ieri in mattinata e subito hanno spinto in alto il valore dei titoli delle società interessate e anche di quelli delle concorrenti. A metà giornata è arrivata l’ammissione del dialogo e quindi della trattativa da parte di Psa. Americani e francesi si conoscono a fondo, negli ultimi tempi hanno lavorato con ritmi diversi a stretto contatto, incrociando spesso le traiettorie con Fca. Nel pieno della crisi americana del 2008, Sergio Marchionne aveva fatto un’offerta per Opel che non fu accolta e qualche tempo dopo sembrava che il gruppo italo-americano potesse allearsi con Psa alla ricerca di un socio.

I francesi, invece, si accordarono con gli americani per far lavorare Opel insieme a Peugeot e Citroen e GM acquisì il 7% del gruppo francese. Il fidanzamento non finì in un matrimonio poiché entrambi i gruppi uscivano da un momento di notevoli difficoltà e nel capitale dell’azienda controllata dalla famiglia Peugeot entrarono lo Stato francese e i cinesi di Dongfeng, cosa quest’ultima poco gradita a Detroit. GM uscì dal capitale ma la collaborazione tecnica-industriale non si è mai fermata e oggi dà vita a diversi modelli (Suv e Mpv) con base comune. Ora la situazione è diversa poiché sia il gruppo guidato da Mary Barra che quello pilotato da Carlos Tavares godono di ottima salute.

In Germania, come al solito, non hanno però gradito, almeno non tutti. La neoministra dell’Economia Brigitte Zypries è stata molto dura definendo «inaccettabile» il fatto che non sia stato avvisato in anticipo dei colloqui il potente sindacato IG Metall. Malu Drayer, alla guida del laender Renania-Palatinato, ha espresso la speranza che «un’eventuale acquisizione non penalizzi l’occupazione a Kaiserslautern», mentre Volker Bouffier, il presidente dell’Assia, ha detto che «non cambia se i proprietari sono francesi o americani, l’importante che non si penalizzi l’occupazione a Russelsheim.
I mercati hanno apprezzato le manovre: l’azione Psa ha guadagnato il 4,3%, quella GM quasi il 5%. In crescita anche Fca (4,1%), Exor (3,1%) e Renault (3%). L’acquisizione porterebbe alla nascita di un colosso europeo in grado di sfidare il gruppo Volkswagen nel Vecchio Continente, ma andrebbe contro il desiderio di internazionalizzazione (Opel vende soprattutto in Europa) più volte espresso da Tavares.
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Venerdì 17 Febbraio 2017, 17:18
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