Il nuovo Suzuki Burgman 400

Burgman 400, Suzuki sfoggia il nuovo gioiello: design più moderno ed evoluto nella tecnica

di Francesco Irace
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TORINO - A distanza di quasi vent’anni dal lancio della prima generazione (1998), il Suzuki Burgman 400 arriva a una svolta importante della sua carriera. Si aggiorna completamente, esibendo un design moderno e accattivante, che rompe un po’ gli schemi con il passato, senza però penalizzare il comfort, caratteristica che l’ha reso un best-seller con 111.144 esemplari immatricolati in Italia (il 54% delle immatricolazioni totali della famiglia Burgman). Costruito interamente in Giappone, il nuovo Burgman 400 è disponibile in tre colori: nero metallizzato, bianco perlato e grigio metallizzato. E il prezzo di listino è fissato a 7.899 euro. Tuttavia fino a fine ottobre è prevista un’offerta lancio di 7.290 euro con quattro anni di garanzia.
 

Se provate a dare un’occhiata veloce al nuovo Suzuki Burgman 400 fate anche un po’ fatica a riconoscere la sua appartenenza. Perché è cambiato tanto, è più snello, ha linee più moderne e accattivanti, e con la colorazione nera con cerchi rossi esprime un concetto di sportività finora sconosciuto. È soprattutto nella parte frontale che si apprezza l’evoluzione stilistica del nuovo maxi-scooter giapponese, dotato “di una nuova veste ma caratterizzato dalla stessa identità di sempre”. Sia davanti che dietro troviamo gruppi ottici a LED, che gli conferiscono un look grintoso e personale. Ora la sella è più spessa di 20 mm, ma resta allo stesso tempo la più bassa della categoria con i suoi 755 mm da terra. Garantisce una comodità eccellente, oltre a vantare una finitura più esclusiva con la doppia cucitura a contrasto. E grazie anche alla presenza di nuove pedane rastremate, permette ai piloti di tutte le stature di poggiare con estrema facilità i piedi a terra: aspetto che si traduce in grande sensazione di controllo e sicurezza, soprattutto per chi è non ha tanta esperienza con le due ruote.

Rispetto ai modelli precedenti è cambiata anche la posizione di guida: il pilota è meno “infossato” e più dritto. La distribuzione dei pesi è stata completamente rivista, c’è maggior carico in avanti, a tutto vantaggio della guidabilità e del feeling con l’anteriore. Insomma, l’avete capito: il nuovo Burgman è decisamente più sportivo dei precedenti. Il telaio è stato irrigidito, mentre la ruota anteriore è passata da 14 a 15 pollici di diametro, con quella posteriore da 13’’. La ciclistica si avvale della sospensione Pro-Link con precarico molla regolabile su sette posizioni: un’esclusiva Suzuki. Mentre davanti c’è una forcella telescopica da 41 mm con escursione da 110 mm. Il comportamento su strada delle sospensioni è molto equilibrato. L’assorbimento delle asperità dell’asfalto è a dir poco sorprendente, l’assetto è morbido ma garantisce anche un buon sostegno quando si abbandonano le mura urbane per fiondarsi tra le curve in montagna.
 

 

D’altronde il nuovo Burgman, sebbene sia uno scooter pensato per agevolare i suoi clienti negli spostamenti cittadini, si presta molto (con gli accessori giusti) anche al turismo a breve e medio raggio; anche l’autonomia è aumentata grazie alla maggiore efficienza del propulsore (337 km contro i 301 km del precedente modello). Il motore è sempre il monocilindrico a quattro tempi DOHC raffreddato a liquido da 399 cc a iniezione elettronica, che oggi guadagna l’omologazione Euro 4 e una maggiore coppia ai medio e bassi regimi: 36 Nm a 4.800 giri/min. La potenza massima passa da 24 kW a 23 kW (31 CV), ma la curva di erogazione garantisce una spinta migliore proprio dove serve. Tale risultato è stato raggiunto mediante l’utilizzo di una nuova scatola del filtro dell’aria e di una nuova candela all’iridio. I consumi, secondo i dati dichiarati dalla casa, si attestano sui 4l/100 km, con le emissioni di CO2 contenute in 91 gr/km. A contribuire alle performance del nuovo Burgman ci pensa anche un peso complessivo sensibilmente ridotto. Il nuovo modello pesa infatti ben 7 kg in meno rispetto al vecchio: 215 kg attuali contro i 225 kg del precedente.

La sella è dotata di schienalino lombare regolabile, in modo da consentire a tutti i piloti di trovare la posizione ideale, mentre la forma sportiva e slanciata dello scooter ha penalizzato leggermente la capacità di carico: ora nel vano sottosella c’è spazio per un casco integrale e un demi-jet (42 litri totali di capienza). Non mancano nel retro dello scudo due comodi cassettini, in uno dei quali è presente la classica presa 12V per ricaricare lo smartphone. C’è inoltre una nuova strumentazione multifunzione chiara e pulita, con un display centrale posto tra il contagiri e il tachimetro (analogici), che fornisce tutte le informazioni più importanti al pilota durante la marcia. L’impianto frenante lavora su doppio freno a disco anteriore e freno a disco posteriore ed è dotato di un sistema ABS di ultima generazione più leggero. Completano il quadro il freno di stazionamento posteriore azionabile a mano e il parabrezza più compatto, che garantisce un look più sportivo e una buona protezione aerodinamica.

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Lunedì 28 Agosto 2017 - Ultimo aggiornamento: 29-08-2017 16:00 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
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