La Hyundai Tucson

Brilla Tucson, lo sport utility a tutto Hybrid. Hyundai continua la crescita verso tecnologia e qualità

di Sergio Troise
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ROMA - I coreani non sono spacconi, ma sono certamente ambiziosi. E se decidono di fare le cose in grande, mantengono la parola. Costi quel che costi. È su queste basi che è nato il progetto “nuova Tucson”, il Suv di segmento C che dopo 16 anni, tre restyling e 7 milioni di unità vendute (1,3 milioni in Europa) è stato sottoposto ad un rinnovamento radicale, che ha investito lo stile, le dotazioni, la sicurezza, le motorizzazioni, con soluzioni benzina, diesel e ibride (mild-hybrid, full hybrid, plug-in): quanto basta per consentire ai vertici aziendali di parlare di «un’autentica rivoluzione». L’ambizione, infatti, è fare della Tucson un’auto in grado di battersi senza complessi con concorrenti della classe premium.

«Siamo in presenza di una svolta e puntiamo a rientrare in tempi brevi tra le top-five del mercato italiano» afferma con convinzione Andrea Crespi, numero uno della filiazione italiana della Casa coreana, illustrando i dettagli di una gamma che si profila interessante sia per i contenuti, sia per il listino. Prodotta nella fabbrica di Nošovice, in Repubblica Ceca, l’auto viene proposta sul nostro mercato negli allestimenti XTech, XLine e eXellence, con prezzi a partire da 29.400 euro (per la XTech con motore benzina 1.6 T-GDI mild hybrid da 150 cv), mentre salendo fino al top di gamma si arriva a 39.550 euro, prezzo della più completa, lussuosa e dotata Tucson della nuova gamma, la 1.6 T.GDI HEV 230 cv 4Wd AT. Entro febbraio 2021 arriveranno poi l’1.6 T-GDI in versione plug-in hybrid da 265 cv e l’allestimento sportivo NLine sulle motorizzazioni ad alimentazione tradizionale, mentre ad aprile toccherà all’1.6 CRDi diesel mild-hybrid da 136 cv. Nella fase di lancio sono previsti sconti e promozioni legati alla rottamazione (e non solo).

Sul piano stilistico l’auto è cambiata molto, guadagnando personalità e spazio. Rispetto al modello uscente è più lunga di 20 mm (4,5 metri), più larga di 15 (1,865), un soffio più alta (1,650) e con un passo di 2,68 metri (un cm in più). Il frontale è tutto nuovo, caratterizzato da una griglia di forma esagonale e da una inedita fanaleria a Led. Il medesimo linguaggio stilistico (Sensous Sportiness) viene ripreso al posteriore, mentre altri elementi caratterizzanti riguardano le fiancate, con forme scolpite e muscolose, e i passaruota angolari, al cui interno si fanno notare cerchi in lega di nuovo disegno, da 17” a 19”. Gli interni offrono maggiore spazio e comfort, con capacità di carico cresciuta, in base ai diversi allestimenti, da 546 a 620 litri, espandibili fino a 1.725/1.799 abbattendo i sedili posteriori.

Elevato il livello di qualità complessiva e incrementate le dotazioni in funzione di connettività e sicurezza. Spicca il nuovo cluster digitale da 10,25” accoppiato a uno schermo centrale da 8”, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto. L’auto ha ora un airbag centrale anteriore in più, mentre il pacchetto di sicurezza attiva e guida assistita include, oltre al mantenimento di corsia, un sistema di frenata automatica d’emergenza capace di rilevare anche pedoni e ciclisti. Non mancano l’avviso della presenza di ostacoli nell’angolo cieco e la capacità dell’auto di agire in automatico sul freno motore. 

Ma al di là dei supporti hi-tech a sostegno della sicurezza, vale la pena sottolineare che la nuova Tucson poggia su una solida base telaistica, avvalendosi di un nuovo sistema di sospensioni incentrato sul classico schema MacPherson all’anteriore e multi-link al posteriore, che utilizza ammortizzatori tradizionali, capaci però di sfruttare una nuova tecnologia delle valvole in grado di incidere sulla dinamica di guida. Il meglio, in materia di comportamento dinamico, è assicurato comunque dalla possibilità di utilizzare anche un sistema di controllo elettronico delle sospensioni (non su tutte) che contribuisce a ridurre rollio e beccheggio, controllando anche la forza di smorzamento su ogni ruota. Se a tutto ciò aggiungiamo l’impiego di un nuovo servosterzo elettrico e la possibilità di utilizzare la tecnologia HTRAC per la trazione integrale, tre diverse modalità di guida (Normal, Eco e Sport) e tre “terrain mode” (fango, sabbia, neve) si avrà chiaro il quadro di un Suv “vero”, in grado di soddisfare tutte le esigenze della guida su strada e in fuoristrada.

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Lunedì 18 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento: 19-01-2021 20:25 | © RIPRODUZIONE RISERVATA