Ferrari svela la 296 GT3 Evo: l’evoluzione non si ferma. Cambia l'aerodinamica e c'è un nuovo splitter anteriore

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SPA-FRANCORCHAMPS - Nel mondo delle competizioni non ci si ferma mai. Tutto è in continua evoluzione anche per limare un millesimo di secondo al giro. In occasione della celebre 24 Ore di Spa, evento clou delle gare riservate alle Gran Turismo, Ferrari ha svelato la 296 GT3 Evo che, a partire dal prossimo anno, rappresenterà il Cavallino Rampante nelle corse GT di tutto il mondo. «Un’evoluzione di una rivoluzione»: così l’ha definita Antonello Coletta, a capo del reparto Ferrari Endurance e Corse Clienti. Perché se la 296 GT3 è stata un punto di rottura con le precedenti GT di Maranello, la Evo è un affinamento che coinvolge diverse aree. Il motore 3.0 V6 da 600 Cv, con architettura a 120° e i turbo alloggiati al suo interno, è rimasto pressoché identico. A cambiare è tutto ciò che sta attorno a partire dal cambio, che adotta rapporti più corti per rendere più fluida l’erogazione della coppia. A cambiare è soprattutto l’aerodinamica. Come sottolineato dall’ingegnere Benedicte Prioul: «si è lavorato dapprima al CFD, poi si è fatta una scrematura delle soluzioni in galleria del vento e deliberare il tutto in pista». Un lavoro che ha visto i piloti Ferrari, capitanati da Andrea Bertolini, girare a Vairano, Mugello e Monza. Proprio su quest’ultimo circuito è stato simulato il traffico con tre auto che hanno viaggiato in scia sui rettilinei.

Un lavoro minuzioso che è servito per ridurre uno dei “talloni d’Achille” della 296 GT3, vale a dire la minor efficienza della vettura in “aria sporca”. Il risultato è un nuovo splitter anteriore, un fondo rivisto, oltre ai flap ai lati del muso e gli sfoghi sui passaruota anteriori ridisegnati. Il lavoro si è focalizzato anche sul retrotreno con un nuovo diffusore dotato di fances supplementari che possono essere sostituite senza cambiare l’intero estrattore.
Sempre restando in tema pit-stop, si è adottato un sistema più facile per regolare l’alettone posteriore, oltre a passaruota posteriori con sviluppo più verticale per velocizzare la sostituzione delle gomme. Rivista anche la cinematica delle sospensioni, anteriori e posteriori, per potersi adattare a diverse tipologie di pneumatici.
Lavori che consentono di rendere più prevedibile la vettura, visto che sarà destinata anche a piloti gentleman. Per vedere la Ferrari 296 GT3 Evo in pista bisognerà attendere il 2026. Se il debutto probabilmente avverrà in occasione della 24 Ore di Daytona a gennaio, la nuova GT di Maranello prenderà parte anche al Mondiale Endurance.




