La nuova Toyota CH-R

Toyota C-HR: cambia per essere ancora più sicura, connessa e potente

di Nicola Desiderio
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CASCAIS – Per la Toyota C-HR è tempo di rinnovarsi, ma non troppo. Quanto basta per rilanciare un prodotto che ha venduto oltre 400mila unità, 50mila delle quali solo in Italia, e oggi guadagna in sicurezza, connettività e prestazioni con l’introduzione di una seconda versione ibrida da 184 cv.

La C-HR dunque è piaciuta e si è intervenuti nei dettagli. Di fronte, la calandra è lucida, i fari hanno una diversa firma luminosa e le luci di profondità spostate verso l’esterno del paraurti modificato. Dietro, si notano un nuovo spoiler nero lucido, una diversa combinazione delle luci posteriori che sono a Led e hanno gli indicatori dinamici, e infine un diffusore più ampio sottolineato da una modanatura cromata. Ci sono infine tre nuove tinte e un nuovo bicolore con il tetto in color metallo oltre che in nero. Il resto rimane praticamente identico, e non poteva essere diversamente visto che parliamo di un modello dalla personalità unica, persino eccessiva per un marchio abituato in precedenza più a non scontentare nessuno piuttosto che piacere a tutti. All’inizio, sullo stile della C-HR ci si divideva, oggi parlano i dati di mercato.

All’interno la mano è stata ancora più leggera. Qui l’intenzione è abbassare un po’ i toni e dare un’impronta più premium. Scompaiono le tinte blu, le plastiche diventano più nere, morbide e con superfici più opache. I sedili possono avere rivestimenti in pelle e Alcantara e anche quello passeggero ha le regolazioni elettriche e in altezza. La grande novità è nel sistema infotelematico che oggi è dotata di sim propria e, soprattutto, hanno Android Auto e Carplay oltre alle mappe aggiornabili over the air, gratuitamente per 3 anni. C’è anche l’app MyT che permette di interagire con la C-HR a distanza e ha l’Hybrid Coach, uno strumento che permette di analizzare il proprio stile di guida per sfruttare al massimo le potenzialità dell’ibrido. Sulla strumentazione compare anche una schermata sul display centrale che visualizza la percentuale di funzionamento in elettrico del sistema, parametro ben più importante dell’autonomia ad emissioni zero.

Ancora più completa anche la dotazione di sicurezza. C’erano già 7 airbag, cruise control adattativo, con sistema pre-collisione e frenata autonoma salvapedoni fino a 80 km/h, lettura segnali e allerta abbandono mantenimento attivo della corsia oltre all’allerta per il traffico trasversale posteriore, per l’angolo cieco, il mantenimento attivo della corsia e i fari a Led antiabbagliamento. Ora quest’ultimi guadagnano la regolazione dinamica del fascio luminoso e c’è anche la frenata automatica in retromarcia quando c’è un oggetto dietro la vettura o una vettura in arrivo. I tecnici sono intervenuti anche sull’assetto adottando ammortizzatori più rigidi e una diversa taratura per la servoassistenza elettromeccanica dello sterzo. Ci sono stati poi interventi sull’insonorizzazione in 11 aree, tra cui i semiassi, i passaruote, le guarnizioni e il parafiamma.

La maggiore novità tecnica è il nuovo sistema ibrido con motore 2 litri da 184 cv già visto sulla Corolla e sulla Lexus UX. Il 4 cilindri ha un rapporto di compressione 14:1, il controalbero, la doppia iniezione (diretta e indiretta), la regolazione elettrica dell’albero a camme di aspirazione, le pompe elettriche che acqua e olio per un’efficienza del 41%, da record per un motore a benzina mentre il motore elettrico ha un potenza di ben 80 kW che consente di veleggiare fino a 120 km/h. Per questa versione la batteria è al Ni-Mh mentre per il già noto 1.8 da 122 cv diventa agli ioni di litio e dichiara un consumo (NEDC) di 4 litri/100 km per emissioni di 86 g/km di CO2 mentre il più potente sale a 92 g/km pur essendo più potente del 50% e assicurando prestazioni nettamente superiori: da 0 a 100 km/h in 8,2 s. contro 11 secondi. Entrambi sono omologati Euro6d temp.

La Toyota CH-R con il nuovo 2 litri guadagna ulteriormente in comfort acustico e soprattutto in prestazioni e prontezza di risposta. L’effetto scooter della trasmissione a variazione continua del rapporto è ridotto al minimo e la spinta è avvertibile appena si preme l’acceleratore. L’1.8 tuttavia rimane molto gradevole nell’utilizzo quotidiano, lascia lo spazio all’elettrico ancora più di prima. In entrambi i casi, i consumi effettivi sono davvero bassi abbassandosi a livelli da record quanto più il traffico rallenta e il sistema ibrido può dispiegare tutto il proprio potenziale di efficienza. Le modifiche sull’assetto sono apprezzabili di più sull’1.8, visto che c’è un confronto diretto. Lo sterzo appare più lineare e l’assetto lievemente più rigido, ma senza compromettere le capacità di assorbimento delle sospensioni rendendo ancora più naturale e intuitiva la guida, confermando le doti telaistiche tipiche della giapponese.

La Toyota C-HR rinnovata parte da 28.500 euro negli allestimenti Trend, Style e Premiere e da 225 euro al mese con Pay per Drive, la formula che permette di avere una riduzione del canone se il chilometraggio effettivo è inferiore a quello previsto. Le consegne iniziano dalla fine del mese, ma gli ordini sono già partiti e la previsione per il 2020 è di vendere 18mila unità, due terzi con l’1.8 e un terzo con il 2 litri mentre alle flotte andrà un quarto del totale. Nel prezzo è compresa la garanzia di 10 anni per tutto il sistema ibrido.

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Venerdì 8 Novembre 2019 - Ultimo aggiornamento: 10-11-2019 10:35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA