Le tre vite della Fiat 500

Fiat 500, l'auto senza limiti: da utilitaria a gioiello glamour. Non passa mai di moda

di Piero Bianco
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La sintesi di un fenomeno unico è nell’analisi di Roberto Giolito, “papà” della seconda generazione della 500 e oggi custode dell’Heritage Stellantis: «Ci sono auto che passano alla storia per le innovazioni tecnologiche o stilistiche, altre vengono ricordate per quanto hanno rappresentato nel vissuto quotidiano di una generazione o di un Paese. Poche riescono a unire entrambe le caratteristiche, tecnica e sentimento, lasciando un segno indelebile che travalica le categorie di spazio e tempo. Quando ciò avviene nascono capolavori essenziali nella storia dell’industria come la Fiat 500, un’icona di stile italiano mai passata di moda e che ha saputo evolvere preservando i suoi tratti inconfondibili».

Tutto cominciò il 4 luglio 1957, quando dalla “grande fabbrica” di Mirafiori uscì una carovana di Fiat 500 dirette alla centralissima piazza San Carlo.Dal tettuccio sbucava il volto sorridente di giovani ragazze: fu quello il debutto della piccola rivoluzionaria “auto degli italiani” diventata la bandiera della mobilità di massa in Italia e nel mondo. Fu la grande scommessa vinta di Dante Giacosa, quella prima 500 destinata a diventare la Fiat più amata e conosciuta di sempre e prodotta in quasi 5 milioni di esemplari fino all’agosto 1975. Al geniale ingegnere e designer, Vittorio Valletta aveva commissionato l’erede evoluta della Topolino: una vettura semplice e accessibile, per far sognare i giovani e le famiglie di lavoratori con limitate risorse, per accompagnare il Paese verso il boom economico.

La prima serie era lunga meno di 3 metri e aveva un motore bicilindrico posteriore da 479 cc con 13 cavalli, per una velocità massima di 85 km l’ora. Più piccola della 600, più economica.
Seguirono numerose versioni, non solo la “Giardiniera”, poi calò fatalmente l’oblio fino al debutto della seconda generazione: quella di Sergio Marchionne e Luca De Meo, allora suo braccio destro, e di Lapo Elkann che sponsorizzò fortemente il progetto. Il 4 luglio 2007 la piccola intrigante nuova 500 mobilitò l’intera città con una spettacolare sfilata sul Po, migliaia di spettatori, performance artistiche e fuochi d’artificio. Esigenze strategiche ed economiche suggerirono di delocalizzarne la produzione a Tychy, in Polonia, ma il legame storico con Torino e il fil rouge con la fabbrica dove la leggenda ebbe inizio non si sono mai interrotti.

Quella seconda generazione rappresentava una svolta netta e una sfida inedita, non era più un’utilitaria ma una citycar glamour che “faceva status” e spopolava nelle principali metropoli mondiali. Comoda, intrigante negli interni e ricca di motorizzazioni, testimoniò la prosecuzione di una grande storia, d’amore e di passione, tra un’icona intramontabile e le sue radici. Tornata a casa, oggi la 500 comincia la sua terza vita con un motore ibrido indice di sostenibilità e un patrimonio hi-tech di assoluto prestigio. Con la citycar più glamour di sempre, a Torino rinasce anche la Grande Fabbrica, a cominciare dalla Palazzina Uffici che diventerà nel 2027 un modello avanzato di eco-sostenibilità per ospitare i dipendenti del gruppo Stellantis.

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domenica 7 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 11:17 | © RIPRODUZIONE RISERVATA