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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Bezzecchi, un bagno di champagne sul podio del Mugello: il Gran Premio d'Italia è suo

Bezzecchi, il sogno da bambino: vince il GP d'Italia e manda in delirio i 200 mila tifosi del Mugello

di Giorgio Ursicino

Le vere Frecce Tricolori colorano il cielo azzurro del Mugello aprendo la festa. Sulla scia i bombardieri a due ruote dominano il Gran Premio d’Italia mandando in delirio il pubblico accorso numeroso. Tre moto italiane sul podio, due piloti di casa nostra, avvolti nel drappo nazionale, a spruzzare champagne. I bolidi nostrani diventano cinque ai primi cinque posti con un altro driver italico in sella. Un vero trionfo sul tracciato più spettacolare della stagione. Come a Monza per la Formula 1, l’intero rettilineo del traguardo è invaso dalla folla per abbracciare i protagonisti.

Al pari di quanto avvenuto nelle qualifiche e nella gara Sprint del sabato, a dominare sono state le Aprilia: è la prima volta che le moto di Noale s’impongono sulle colline toscane considerate la tana della Ducati. L’eroe della giornata è stato Bezzecchi che è riuscito ad imporsi per decima volta in MotoGP in dieci circuiti diversi, la prima volta al Mugello. «Qui venivo con la mia famiglia da bambino, ora posso dire che si è realizzato un sogno», ha detto un Bez molto commosso appena sceso dalla sella.

Per Marco è la quarta vittoria della stagione, torna sul gradino più alto del podio dopo i colpi delle Ducati di Alex Marquez e Di Giannantonio e quello del compagno Martin che, come nel 2024 quando si laureato campione, si conferma molto solido e affidabile, almeno pari al capofila del mondiale. Bezzecchi ha preceduto, sotto la bandiera a scacchi sventolata da Kimi Antonelli, lo spagnolo vicino di box per un’altra doppietta dell’Aprilia ufficiale. Ha difeso il terzo posto con le unghie Bagnaia che, proprio all’ultima curva, ha negato l’en plein a Noale respingendo la furiosa rimonta di Ogura con l’Aprilia celestina del team Trackhouse.

Quinto, anche lui in rimonta, è arrivato Di Giannantonio che si è messo alle spalle la Ktm di Acosta, Marquez ed Aldeguer con le Ducati ed il vincitore della gara breve Fernandez con la quarta Aprilia. Marco, che ha corso il GP con il casco colorato come quello di Alex Zanardi, ha reso felice anche il leader del Mondiale di F1 sceso al Mugello per tifare proprio per lui. Con l’impresa di ieri, il Bez rafforza la posizione il testa alla classifica e lucida la sua candidatura per la corona iridata della quale però non vuole parlare.

Ora ha 17 lunghezze di margine su Jorge (173 a 156), mentre il ritardo che deve recuperare Diggia è già di 39 punti (134). Seguono la due Aprilia non ufficiali, con il giapponese davanti allo spagnolo, e poi le tre Ducati di Bagnaia, Marc ed Alex Marquez. Il campione del mondo in carica, nessuno lo dice, se tornasse in forma, appare il più strutturato a contrastare la superiorità dell’Aprilia visto anche la striscia positiva che è riuscito ad infilare lo scorso anno. Ma il ritardo dell’asso di Cervera ha superato le cento caselle, non poche per una coppia di piloti solidi che lasciano molto poco per strada.

Marc ha portato a termine il suo programma che prevedeva un rientro cauto senza rischiare su un tracciato impegnativo per chi non è al massimo della forma. È partito bene come nella Sprint ed ha tenuto a lungo la quarta posizione dietro a Pecco e alle due Aprilia. Dopo metà gara il muscolo del braccio ha iniziato a faticare e Marc ha dovuto lasciar passare Acosta, Ogura e Diggia. Marquez è contento ed ha le idee molto chiare: «No, il problema non è la moto, ma sono io. Comunque ci sta visto quanto è successo, devo ancora recuperare, ma sono fiducioso, penso di andare meglio del previsto. La Ducati consuma la gomma più dell’Aprilia? Non credo, sono io che faticavo, a fine gara Di Giannantonio andava forte e riusciva a tenere traiettorie molto strette». Venerdì prossimo già si torna in pista, domenica si corre il Gran Premio d’Ungheria.

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lunedì 1 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 02-06-2026 14:34 | © RIPRODUZIONE RISERVATA