Hamilton torna imperatore a Barcellona: con un'ottima Ferrari si riprende i galloni del primo della classe
L’Italia dei motori entra in una nuova era. Un eden che probabilmente non avevamo mai visto nella lunga e gloriosa storia della velocità. Dopo aver scoperto, all’improvviso ma per giudizio unanime, che il nuovo fenomeno della Formula 1 è un giovane ragazzo tricolore con una stoffa tanto pregiata per modellare incredibili favole, la Scuderia più prestigiosa del pianeta risorge inaspettatamente, ma in modo netto da far sognare il titolo Mondiale. Un trofeo vitale che manca dalla Motor Valley da quasi un ventennio. La giornata è proprio una di quelle da ricordare.
In concomitanza con la 24 Ore di Le Mans, dove al Cavallino non è entrato l’atteso poker, il pilota più vincente di tutti i tempi esce dall’oblio e domina con autorità il Gran Premio di Catalogna. Quella di Barcellona non è una gara qualunque. Il circuito di Montmelò è così tecnico che l’intero paddock aspetta il suo arrivo per scoprire la monoposto più competitiva ed equilibrata del Circus, quella che potrebbe trovarsi meglio nel corso della stagione, graffiando su tutte le tipologie di tracciato. Lewis, l’Imperatore, torna al successo dopo quasi due anni (Spa 2024) e riporta sul tetto del mondo Maranello che non saliva più sul gradino più alto del podio da quasi altrettanto tempo (Messico, sempre di due anni fa).
Nel mezzo momenti entusiasmanti e passaggi amari, assai difficili da digerire. Hamilton accolto nella Penisola come un salvatore, poi una SF-25 lenta ed indomabile che la scorsa estate aveva tolto l’anima al campione dei campioni fino a farlo dubitare di se stesso: «Penso che la Ferrari abbia puntato sul pilota sbagliato...». Quindi la rinascita, tassello dopo tassello, sorriso su sorriso, fino all’apoteosi di ieri in Spagna. Una vettura finalmente amica, cresciuta attraverso i suoi preziosi consigli basati su esperienza senza pari. Che Montmelò sia un passaggio iconico ci sono molti dettagli a confermarlo.
Lewis è l’unico driver ad aver vinto 7 volte in Catalogna (5 consecutive dal 2017 al 2021), la Rossa non vinceva più su questa pista dal lontano 2013 quando c’era Fernando Alonso e forse da allora non ha mai più avuto la monoposto più competitiva del lotto. In più, proprio a Barcellona, Michael Schumacher aveva ottenuto, come l’inglese ieri, la prima vittoria in groppa al Cavallino: era esattamente trent’anni fa, il 2 giugno del 1996. Alle porte di Barcellona, il racconto è stato assai dolce. Ha vinto un super pilota, ha spadroneggiato un’ottima monoposto sviluppata finalmente nel modo giusto, ma si è imposta anche la squadra, compatta e motivata.
Prima di partire è stata fatta la scelta giusta, quella che avrebbe accompagnato al trionfo. Montmelò è un tracciato duro per le gomme, molto abrasivo e con temperature alte. Tutti avevano optato per la scelta più conservativa: due soste utilizzando le coperture durature, un treno di gialle-medie e due di bianche-dure. Gli strateghi di Maranello spedivano in pista il britannico con le rosse morbide. Decisione condivisa solo da Verstappen. Sembrava un po’ la mossa della disperazione: avendo poche speranze, si cercava di sparigliare. Invece le cose non stavano così, la scelta delle tre soste si è rivelata vincente, un po’ aiutata dalla fortuna, ma del tutto inutilmente.
Quando si è spento il semaforo, i driver sono scattati ordinatamente, mantenendo le posizioni. Solo Charles recuperava tre posizioni. Lewis cominciava ad anticipare i pit stop dovendone fare uno in più. L’aiutino è arrivato quando tutti avevano smarcato la seconda sosta ed Hamilton doveva effettuare la terza: il ritiro dell’Aston di Alonso chiamava in pista la “virtual safety car” dando il vantaggio a Lewis di effettuare il passaggio ai box rientrando in testa. Un regalino di una manciata di secondi che l’inglese concretizzava con un passo migliore di almeno un secondo al giro. Russell è arrivato a 20 secondi, sul podio anche Norris che ha preceduto Verstappen con la Red Bull e Piastri con la seconda McLaren.
Giornata amara per l’altra faccia del made in Italy. Più o meno nello stesso momento Antonelli e la Ferrari di Charles si sono fermati. Il monegasco era sesto, ma super Kimi era salito alle spalle di Lewis, facendo un sorpasso di forza al compagno Russell che ancora una volta è sembrato senza difese di fronte agli attacchi micidiali del bolognese. Ora Hamilton ha molto rafforzato la piazza d’onore in classifica Mondiale, è salito a 115 punti, ben 40 (quasi due vittorie...) più di Leclerc rimasto inchiodato ai 75 post Canada. Si è distaccato da Russell (106), avvinandosi ad Antonelli (156) al primo zero in pagella. Fra due settimane si corre in Austria, vedremo se la partita Mercedes-Ferrari si è veramente riaperta.

