Leclerc e Antonelli, a Las Vegas un'altra occasione per vincere un gran premio nel 2025
Nella città del gioco si calano le ultime carte. In Nevada, a Las Vegas, domani mattina alle 5 si spegnerà il semaforo per la terzultima gara dell’anno. Un gran premio che, per l’orario, in Europa ricorda quelli dell’Estremo Oriente e che, nel lontano Far West, è possibile solo perché si gareggia un giorno prima. La corrida fra le luci del deserto si disputa in realtà il sabato sera americano. Siamo ai lampi finali. Il campione del mondo in carica, dopo una clamorosa rimonta che sembrava aver riaperto i giochi per l’appannamento della McLaren, ha 39 punti di distacco dal capofila Norris e non può permettersi di far allungare ancora il divario se vuole continuare a sperare.
Fra i due galletti papaya la distanza è certamente inferiore (24 lunghezze) ma per quanto visto negli ultimi weekend lo stato di forma e la fiducia in se stesso non è neanche paragonabile fra Lando ed Oscar. Ma la F1 è abilissima a ribaltare all’improvviso le situazioni che danno l’impressione di essere consolidate. Fra i grattacieli e gli alberghi di Las Vegas il tracciato è rapido con l’asfalto però molto poco abrasivo che può richiedere assetti di piste decisamente più lente. Il giro è abbastanza lungo, oltre sei chilometri e serve oltre un minuto e mezzo per percorrerlo tutto.
Oltre alla lotta per il titolo c’è quella per il secondo posto nel Campionato Costruttori dove tre team sono ancora in lotta fra loro con piloti che non hanno molto da perdere. Se capitasse l’occasione di salire sul gradino più alto del podio certamente non alzeranno il piede come è avvenuto a San Paolo fra Piastri, Leclerc e Antonelli. Proprio questi ultimi due sono nel cuore dei tifosi italiani, in forma smagliante e farebbero carte false per vincere. Entrambi, infatti, sono ancora a bocca asciutta questa stagione e, per motivi diversi, sognano il colpo grosso.
Charles, al suo ottavo anno nella massima Formula, non avrebbe mai pensato di chiudere con uno zero in pagella dopo aver archiviato il 2024 con un triplete. Eppure una SF-25 decisamente poco competitiva lo ha costretto a fare il passo del gambero. Spruzzare le champagne dall’alto in basso almeno per una volta farebbe iniziare il 2026, a questo punto decisivo, almeno con un sorriso. In squadra l’atmosfera non è delle migliori con il presidente Elkann che ha apertamente bacchettato i piloti perché parlano troppo. La delusione dei driver è giustificabile, ma è sembrato un po’ forte il richiamo in pubblico evidentemente per mettere al riparo Vasseur e i suoi ingegneri.
Come dire un aiuto forse non richiesto. Sia come sia, quel monello del monegasco ha sorvolato, mentre sua Maestà Hamilton, dall’alto dei suoi sette mondiali ed oltre 100 GP vinti, ha risposto educatamente: «Pensare a guidare? Ci penso anche la notte...». Quanto a Kimi è sicuramente in crescendo e si nota nel suo rapporto con Russell che recentemente sfida senza timore. La pista del Nevada Antonelli non l’aveva mai vista, ma ha già dimostrato di poter andare forte anche al buio. Per Andrea non c’è fretta, ha solo 19 anni e un mucchio di estimatori, nel paddock e fuori. C’è il paragone improponibile con un altro esordiente, Lewis quasi vent’anni fa. La McLaren dell’inglese era sicuramente più forte della Mercedes attuale, ma il baronetto riuscì a piegare il suo compagno di squadra Alonso che era bicampione del mondo in carica e all’epoca considerato spaziale come Verstappen adesso.

