Mercedes, le mitiche ammiraglie degli anni '60 e '70: qualità e tecnologia per fare la differenza
Il premio alla Mercedes, per certi versi quasi una “sorpresa”. L’Auto dell’Anno ha sempre privilegiato i modelli di grande diffusione, caratterizzati da un listino accessibile perché il rapporto contenuti-prezzo è uno degli aspetti a cui i giurati tengono di più. Quest’anno, però, l’eccezione alla “regola” era nell’aria e, chi conosce l’atmosfera del Trofeo, aveva presto intuito come sarebbe andata a finire. In ogni caso, non una previsione sorprendente visto che la CLA ha riscosso un successo quasi plebiscitario presso gli esperti del “Car of the Year”. In realtà, già agli esordi, nel 1964, venne eletta l’inglese Rover 2000 che non si può considerare certo ne una citycar, ne una vettura popolare.
E quell’anno, l’ammiraglia di casa Mercedes, la “600” progenitrice della Classe S, arrivò seconda battuta di una manciata di punti: 76 a 64. Identificata con la sigla W100, la Stella in questione era una vera “limousine” i cui principali clienti erano sovrani, capi di Stato o al massimo capitani d’industria. Fu presentata al Salone casalingo di Francoforte del 1963 allora simbolo della ripresa post-bellica e della forza dell’industria automotive tedesca. Insomma, la Mercedes 600 non aveva timore di confrontarsi con le britanniche Rolls e Bentley ed era una corazzata lunga oltre cinque metri e mezzo, dal peso di più di 30 quintali, spinta da un V8 di oltre 6 litri di cilindrata che, già all’epoca, era dotato di iniezione Bosch al posto dei carburatori.
Nota tricolore, lo stile era firmato da Bruno Sacco, designer italiano entrato in Mercedes pochi anni prima, all’inizio del 1958, che diventò il capo del Design Mercedes nel 1975 e rimase nell’azienda di Stoccarda per oltre 40 anni. Il colpo grosso arrivò 10 anni dopo quando il costruttore che rivendica di aver inventato l’auto salì sul gradino più alto del podio portandosi a casa il Trofeo. Ancora erano altri tempi e non fu premiata una Mercedes qualsiasi, bensì la 450 SE/SEL, un’erede della 600 che aveva l’ambizione di allargare leggermente il perimetro di mercato. L’imponente berlina ebbe la meglio su due autentici fuscelli, la Fiat X1/9 e la Honda Civic, prima giapponese a salire sul podio.
Che alle vetture di lusso non fosse precluso l’accesso al premio lo conferma la piazza d’onore che nel 1966 acchiappò addirittura la Rolls Royce Silver Shadow. La 450 SE/SEL fu esposta per la prima volta al salone di Ginevra del 1973 e non era altro che il top di gamma della W116 lanciata al Salone di Parigi del 1972. Di tutte le W116 ne vennero prodotte quasi mezzo milione, oltre 100 mila delle quali di 450 SE/SEL. Il premio si è evoluto e questo oggi non sarebbe più possibile, ma la CLA non è la 600 e neanche la 450 SE/SEL. Sempre premium sì, ma si tratta di un modello lungo poco più di 4 metri e 70 con un prezzo che parte da 47 mila euro. Le innovazioni, però, sono lo stesso numerose e consentono di fare, come ambisce la Mercedes, un vero balzo in avanti a l’intero mondo dell’auto.

