Mercedes, una vita da record: da Nardò al Nurburgring, le pietre miliari della storia dell'auto
Mercedes ha sempre giocato con i parametri che definiscono la storia dell’auto. Una sensazione da prima della classe che si è trasformata presto in un’“etichetta” ed ha avuto un’accelerazione ulteriore da quando è in vita la prestazionale griffe AMG. Se tutto il settore doveva fare un balzo in avanti, a proporre la mossa erano spesso gli ingegneri di Stoccarda. Andando a ritroso, prima della fresca impresa di Nardò, l’ultima gemma fra innovazione tecnologica e record apparentemente impossibili risale all’anno scorso. Era il 24 settembre all’imbrunire quando Maro Engel, con la Mecedes AMG-ONE, girò sui mitici 20,832 km del Nürburgring Nordschleife in 6’29”090.
Maro abbassò un primato che era già suo ma, evento epocale, fu la prima volta che una vettura di serie con tanto di targa effettuava l’impresa in meno di 6 minuti e mezzo. Che la Hypercar sia la prima vettura omologata derivata da una F1 campione del mondo poco importa... Per trovare chi è riuscito a far meglio nell’“inferno verde” bisogna rispolverare il record in qualifica di Stefan Bellof che, nella 1.000 km Endurance del 1983, stampò un 6’11”13. O la sesta tappa del “Porsche 919 Tribute Tour” quando Timo Bernhard, con un prototipo senza limitazioni regolamentari, riuscì a fare 5’19”546, tuttora primato imbattuto per un umano al volante. Il Nürburgring è leggenda, ma Nardò ha un fascino particolare che Mercedes conosce a fondo.
Proprio nell’anno dell’inaugurazione del circuito senza curve, la casa di Stoccarda decise di chiedere ad un suo vecchio amore di mostrare le performance velocistiche. Il diesel, infatti, che la Stella utilizzava da anni, era imbattibile in quanto consumi e durata, ma nessuno lo aveva mai messo alla prova dal punto di vista della “rapidità”. Alla fine degli anni Sessanta Mercedes realizzò la C111, un prototipo dall’aerodinamica esasperata. Il primo propulsore a spingere la C111 fu il Wankel, ma la crisi petrolifera spinse i tecnici a puntare sul gasolio. Il 12 giugno del 1976, una C111 con il 5 cilindri 3 litri da 80 cavalli portato a 190 con l’utilizzo del turbo, girò per 60 ore a Nardò ad oltre 250 orari di media stabilendo 16 record mondiali.
Il 30 aprile 1978, sempre a Nardò, la C111, arrivata alla terza generazione, scese in pista con il team dell’ingegner Hans Liebold e il 12 ore stabilì altri 9 record: velocità media 316 km/h, di poco inferiore a quella massima di 322. Il diesel di Stoccarda sorprese per velocità, confermando le doti conosciute: ad oltre 300 chilometri orari, riuscì a percorrere cento chilometri con appena 16 litri di carburante. Il feeling C111-Nardò andò ancora avanti. Nel 1979, su una C111-IV, fu montato un V8 a benzina 4,5 litri portato a 4,8 e sovralimentato che erogava oltre 500 cavalli e, il 5 maggio, spinse il siluro a 403,978 km/h.

