Verstappen, ad Austin doppietta d'autore: gara sprint e pole position. Confermarsi campione non è più solo un sogno
Verstappen si conferma, la Ferrari migliora. Nelle qualifiche del gran premio vero, che questa sera scatterà alle ore 21 (diretta su Sky), super Max ancora una volta è andato più forte di tutti permettendosi il lusso di fare un solo assalto nella Q3. Per l’olandese è la settima pole della stagione, nessuno come lui nel giro secco, neanche i piloti della McLaren che guidano un’astronave che ha conquistato con 6 gare d’anticipo in titolo Costruttori. Il campione del mondo, scattando davanti a tutti, cercherà di avvicinarsi ancora in classifica dopo il colpo fatto nella sprint di ieri. Al suo fianco partirà Norris di un soffio davanti a Leclerc con una Ferrari molto più gagliarda che ha spinto Hamilton al quinto posto.
Fra le due SF-25 si è infilato Russell con la Mercedes, mentre il leader del Mondiale Piastri è solo sesto. Buona prestazione anche di Antonelli che si avvierà in quarta fila insieme all’altro rookie Bearman. Nella garetta del sabato altro che Papaya Rules, è stato un Papaya crash. Il finale s’avvicina, il duello per il titolo si fa più intenso e quel diavolo di super Max fa di tutto per alzare la pressione al massimo. Così, le “regole del gioco” in casa McLaren fanno acqua da più parti senza riuscire però a spegnere i focosi ardori di Piastri e Norris. I due rampolli di Andrea Stella sono sicuramente dei bravi ragazzi, ma dopo diversi contatti ravvicinati, ieri alla prima curva della “sprint race” ad Austin hanno combinato un patatrac.
Le astronavi inglesi sono entrate in rotta di collisione e sono state costrette a parcheggiare sul prato. L’olandese, al quel punto, si è andato a prendere il bottino pieno rintuzzando gli attacchi della Freccia di Russell, mentre i ragazzi in testa al Mondiale hanno chiuso con zero in pagella e vedono ridursi ulteriormente il vantaggio in classifica. Ora il ritardo del fenomeno da Oscar si assottiglia da 63 a 55 lunghezze e la distanza da Lando si riduce di altrettanto. Dietro all’orange volante si sono piazzati George e Carlos che hanno preceduto la coppia di Maranello risalita rispetto allo schieramento per il groviglio iniziale. Charles, approfittando della confusione in partenza, ha scalcato Lewis, ma poi è scivolato fuori pista concedendo al compagno il contro sorpasso.
Il mucchio al via, bollato dai commissari come un “incidente di gara”, è finito sotto i riflettori visto che le monoposto di Woking hanno fatto l’autoscontro. La dinamica lascia pochi dubbi sulle responsabilità. L’australiano è scattato bene ed ha affiancato all’esterno il compagno inglese che partiva davanti. Norris ritardava la frenata andando un po’ lungo e Oscar si buttava all’interno con troppo vigore per incrociare la traiettoria come se da quella parte non ci fosse nessuno. Invece sgomitavano sia Hulkenberg che Alonso e il contatto era inevitabile. Piastri, senza controllo, andava ad affondare l’incolpevole Norris.
Almeno a parole, le papaya rules funzionavano perfettamente: nessun dito puntato, nemmeno accuse velate. Iniziava il britannico: «Colpa di Oscar? Non credo proprio, lo hanno spinto, non poteva far nulla». Una difesa così accorata da far pensare che volesse monetizzare l’evidente svarione dell’amico-rivale. Il canguro era più moggio ed ha cercato di scusarsi: «Mi dispiace per Lando, certo l’ho colpito, chiedo venia». Che si riferisse a Nico è abbastanza evidente. Intanto a Washington ha parlato il presidente della Ferrari Elkann: «Abbiamo piena fiducia in Vasseur ed in tutta la squadra».

