Verstappen conquista il Qatar e punta al titolo. Domenica ad Abu Dhabi lotta a tre con Norris e Piastri
Magico. Anzi mostruoso. Quando la situazione è disperata, e c’è un colpo solo in canna, Max non sbaglia mai. Certo, la fortuna dà una mano agli audaci e, per buttare il cuore oltre l’ostacolo, il 4 volte campione del mondo non ha avversari. Nella gara Sprint di sabato le McLaren avevano dimostrato di avere un altro passo e, partendo entrambe in prima fila, per l’olandese sembrava arrivato il capolinea. Invece, aiutato dalla sua scuderia, che al momento topico tira fuori sempre il coniglio dal cilindro, Verstappen è andato a vincere il GP del Qatar, mettendosi alle spalle un velocissimo Piastri, mentre Norris è addirittura rimasto giù dal podio dove è salito un ottimo Sainz con la Williams.
Ora Lando ha 408 punti in classifica, rispetto ai 396 del fenomeno olandese ed ai 392 del canguro Oscar. Altro che match ball, tre piloti affronteranno domenica l’ultima gara ad Abu Dhabi con le chance di diventare campioni del mondo dopo un battaglia durata finora 23 corse. Come è potuto accadere un ribaltone del genere? Perché le astronavi papaya si sono inchinate di fronte alla Red Bull che ha dominato le ultime stagioni? La dea bendata ci ha sicuramente messo lo zampino, ma il fenomeno e la squadra dei bibitari hanno dato il massimo, sfiorando la perfezione ed andando a prendersi un bottino che in condizioni normali potevano solo sognarsi.
Andiamo con ordine. Il primo miracolo è avvenuto sabato pomeriggio dopo la gara breve quando gli ingegneri Red Bull si sono ritrovati nel box una monoposto di serie B rispetto alla equilibrata e rapida McLaren. C’era una sola via per rimanere aggrappati al treno, stravolgere l’assetto per le qualifiche sperando di trovare in poche ore una strada non imboccata per giorni. In Q3 Max si è molto avvicinato alle vetture di Woking che si sono prese tutta la prima fila, ma quasi tutti hanno pensato che quella era un’impresa del pilota magico che nel giro secco riesce a sopperire alle carenza della vettura. Invece, i tecnici del team austriaco erano riusciti a migliorare la situazione anche se la McLaren restava la più veloce.
Poi il gran premio, una corrida per uomini veri. Quando si è spento il semaforo, il leprotto Oscar è volato via, mentre Lando ha evitato di contrastare l’orange che non aveva niente da perdere. Tanto, se la gara fosse filata liscia, c’era modo di effettuare lo scavalco ed escludere definitivamente l’avversario più ostico nella corsa al titolo. Invece, al settimo giro, la Sauber di Hulkenberg si è toccata con l’Alpine di Gasly, costringendo il direttore di corsa a mandare in pista la safety car. A quel punto un’altra mossa niente male del team austriaco: veniva richiamato ai box Verstappen perché quei 7 giri erano sufficienti per smarcare la regola dei 25 giri al massimo per ogni treno di gomme, consentendo di andare al traguardo con una sola sosta ulteriore.
Controindicazioni? La strategia era senz’altro anomala. Bisognava utilizzare i pneumatici per più giri e, soprattutto, nel finale dovevano essere montate le bianche dure. Quando hai super Max in macchina ti puoi permettere certi azzardi, a guidare ci pensa lui. Nel momento in cui si è fermato l’olandese, Piastri era già passato e gli strateghi papaya non hanno chiamato ai box neanche Norris per non alterare la lotta fra i suoi due piloti. Così hanno effettuato la sosta tutti esclusi i due della McLaren e, con uno stop di svantaggio, era impossibile contrastare il fenomeno orange. Oscar è riuscito a risalire fino al secondo posto, Norris si è dovuto accontentare del quarto perché sul finale Antonelli gli ha concesso la posizione andando lungo ad una curva.
Dietro a Kimi sono arrivati Russell e Alonso, mentre Leclerc con la Ferrari è solo ottavo ed Hamilton addirittura dodicesimo. Per il Cavallino una corsa insipida, veramente deludente. Con il risultato di ieri Maranello è condannata al quarto posto nel Costruttori, a prescindere come andrà ad Abu Dhabi. A Yas Marina, Norris sarà ancora padrone del suo destino: conquisterà il titolo, non solo se arriverà davanti ai rivali, ma anche dietro. Se salirà sul podio domenica, anche alle spalle di Verstappen e Piastri comunque essi si classifichino, si metterà in testa la corona. Sembra un risultato abbordabile, ma le corse sono sempre un’incognita, specialmente se c’è Max in giro...

