Dazi UE frenano le auto elettriche cinesi ma non la loro crescita. Fondamentale il nodo strategico delle batterie
I dazi europei sulle auto elettriche hanno modificato gli equilibri del mercato, ma non hanno arrestato l’espansione dei costruttori cinesi. Secondo una nuova analisi di Transport & Environment (T&E), la quota delle BEV prodotte in Cina sul mercato europeo è scesa dal 22% del 2024 al 17% nel primo trimestre del 2026, grazie soprattutto alla decisione di marchi occidentali come Tesla, BMW e Volvo di riportare parte della produzione in Europa. Parallelamente, però, i brand cinesi continuano a crescere, sostenuti da prezzi che restano in media inferiori del 21% rispetto ai concorrenti europei e da una crescente presenza nel segmento delle ibride plug-in.
Sul fronte industriale, le aziende cinesi hanno inoltre annunciato dieci nuovi impianti produttivi in Europa dall’avvio dell’indagine anti-sovvenzioni della Commissione UE. Più critica la situazione delle batterie: le importazioni dalla Cina sono aumentate di sette volte tra il 2020 e il 2025, mentre la produzione europea fatica a svilupparsi. Per T&E l’Europa dovrebbe estendere le misure di difesa commerciale anche alle batterie, evitando che il continente diventi un semplice polo di assemblaggio. L’organizzazione avverte inoltre che un eventuale indebolimento degli obiettivi europei sulle emissioni di CO₂ rischierebbe di rallentare la diffusione delle BEV, favorendo ulteriormente la crescita dei marchi cinesi nel mercato europeo.




