Exor, primo semestre a 32 mld (-3,9% Nav). Elkann: «Ribadito impegno su Ferrari»

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Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann che controlla, tra le altre cose Stellantis, Ferrari e la Juventus, ha chiuso il primo semestre con un valore netto degli attivi (Nav) di 32 miliardi di euro, pari a 157,9 euro per azione, in calo del 3,9% rispetto a fine 2025 e contro un aumento dell'11,8% registrato dall'indice Msci World (benchmark per la società) nello stesso periodo. La holding ha registrato un valore lordo degli attivi (gross asset value) di 35,76 miliardi, in calo del 3,7%, a causa del calo del valore delle società controllate. Questo è stato determinato soprattutto dall’andamento negativo del prezzo delle azioni di Stellantis, parzialmente compensato dal contributo positivo di Cnh, Ferrari e Philips e dalla generazione di flussi di cassa positivi derivanti dai dividendi percepiti.
Come si legge in una nota, la holding sta proseguendo con la semplificazione del portafoglio: il Gruppo Iveco ha completato la cessione della propria divisione difesa a Leonardo e Tata Motors ha lanciato un’Opa sulla parte restante, con chiusura prevista a novembre 2026. Exor ha inoltre completato le cessioni di Gedi, Lifenet e Nuo e ha raggiunto un accordo per la vendita della propria partecipazione in Welltec (operazione che genererà un Moic, multiplo sul capitale investito, di circa 2,4 volte e porterà la liquidità disponibile di Exor a circa 4 miliardi di euro). Exor intende avviare un programma di riacquisto di azioni proprie per un importo massimo di 500 milioni di euro, da attuare sul mercato fino alla pubblicazione dei prossimi risultati finanziari a marzo 2027.
Per Exor la prima metà del 2026, ha sottolineato il Ceo John Elkann, "è stata caratterizzata da tensioni geopolitiche e da una persistente incertezza sui mercati a livello globale. Anche le nostre società hanno risentito di questa volatilità, che ha pesato sulla loro performance nel periodo", motivo per cui "nel 2026 continueremo a mantenere il focus, a semplificare e ad agire con prudenza". Tornando ai numeri, la holding ha realizzato una semplificazione del portafoglio ottenendo rendimenti interessanti, con proventi pari a quasi un miliardo di euro derivanti dalle cessioni e dal dividendo straordinario di Iveco.
Exor ha continuato a investire in Lingotto, destinando 0,3 miliardi di euro a strategie pubbliche e private. Il bilancio resta solido con un rapporto Ltv (loan to value) al 4,7%, al di sotto dell’obiettivo del 15%. La holding, si legge in una nota, "è posizionata per cogliere significative opportunità di investimento e impiegare il capitale con disciplina". Guardando alle controllate, il Nav delle società quotate è complessivamente calato del 6,4% a 24,45 miliardi. Lo shareholding value di Ferrari nel primo semestre era di 12,3 miliardi (il 34,2% del Gav), mentre quello di Cnh era 3,6 miliardi (10,1% del Gav), quello di Stellantis 2,2 miliardi (6,3% del Gav) e quello di Juventus 0,6 miliardi(1,6% del Gav).
Ferrari, la società più grande di Exor, "ha registrato ancora una volta risultati solidi e ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026. Nel periodo, ha presentato Ferrari Luce e Ferrari 12Cilindri Manuale, entrambe espressione, in modo distintivo, della capacità della società di coniugare tradizione e innovazione. La nostra convinzione in Ferrari rimane più forte che mai". Lo ha detto John Elkann, amministratore delegato di Exor, commentando i risultati del primo semestre. "A inizio anno abbiamo prorogato il nostro patto parasociale con la famiglia Ferrari, ribadendo il nostro impegno condiviso nei confronti della società e della stabilità dell’assetto proprietario", ha detto. Per quanto riguarda invece Philips, il Ceo ha sottolineato che è stato "aggiornato l’accordo che disciplina i nostri rapporti con la società, che ci consente di incrementare la nostra partecipazione. Sosteniamo la strategia di lungo termine di Philips, incentrata sulla creazione di valore, sulla crescita trainata dall’innovazione e su una rigorosa capacità di esecuzione".




