Rialzo carburanti annulla benefici sconti. Governo verso proroga taglio accise fino al 10 settembre
L'allarme carburanti è scattato di nuovo. Nelle ultime 24 ore, infatti, i prezzi sono schizzati in alto, di fatto azzerando i benefici del taglio delle accise adottato dal governo. La variazione del prezzo medio rilevato dall'osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, infatti, è significativa: sulla rete nazionale la benzina è salita a 2,039 euro al litro, facendo registrare un rialzo di 12 centesimi in un giorno, mentre il diesel è a 2,147 euro, ben 16 centesimi in piu in 24 ore.
Non va meglio sulle autostrade, dove la benzina è venduta a 2,124 euro al litro (+14 centesimi) e il diesel a 2,221 euro (+15 centesimi). «In appena 2 giorni nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 cent in piu, sia per la benzina che per il gasolio. In autostrada il gasolio si paga 85 cent in più mentre la benzina addirittura 1 euro in piu. In un solo giorno, da ieri a oggi, un rifornimento di gasolio aumenta di 75 cent in autostrada e 80 nelle strade normali, la benzina, rispettivamente, 70 e 60 cent», è la denuncia dell'Unione nazionale consumatori, che chiede interventi urgenti al governo.
L'esecutivo, viene spiegato da fonti qualificate, sta lavorando per prorogare fino al 10 settembre il decreto in vigore, che scadrà sabato 5 settembre, alle stesse condizioni, dunque con il taglio dei 17 centesimi delle accise sul gasolio. Un provvedimento tampone in attesa di definire in maniera dettagliate le misure a cui mira il governo di Giorgia Meloni, che domani a Bari celebrerà il traguardo di longevità nella storia della Repubblica. L'idea su cui si stanno concentrando tra Palazzo Chigi e Mef è quella di prevedere aiuti mirati sui carburanti alle fasce piu deboli. Restano da definire i termini e gli strumenti e con il prolungamento del decreto Carburanti c'è un extra time di 5 giorni per verificare entrate e risorse. Perchè alla fine questo sarà il principale punto di caduta: piu fondi saranno a disposizione, piu ampia potra essere la platea dei beneficiari.
Ma il Codacons avverte sui possibili rischi di mettere in campo misure legate a redditi o attivita lavorativa: «Prevedere sconti solo per chi ha Isee bassi o utilizza l'auto per lavoro non risolverà la situazione, anzi potrebbe peggiorare il quadro economico generale, considerato che il caro-carburanti colpisce in modo trasversale tutti i consumatori e impoverisce milioni di famiglie che rientrano nel ceto medio, indipendentemente dalle soglie Isee o dall'attivita lavorativa svolta». Nel frattempo, Codacons calcola che «indipendentemente dall'andamento futuro dei listini alla pompa, l'addio allo sconto fiscale da 17 centesimi di euro costera agli italiani 8,5 euro in piu su ogni pieno di diesel. Una stangata - e l'appello - che il governo deve assolutamente evitare».




