L'ECO Festival della Mobilità Sostenibile

Auto, città e mobilità: così cambia la città del futuro. È uno dei temi dell'ECO Festival della Mobilità Sostenibile

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La città del futuro sarà sempre più elettrificata, connessa e attenta alla qualità dello spazio pubblico. Ma soprattutto vedrà cambiare il modo in cui le persone si muovono. È uno dei temi emersi dalla seconda giornata di ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma, dove istituzioni, imprese ed esperti si sono confrontati sulle trasformazioni che stanno ridisegnando la mobilità urbana. Dall'elettrificazione alla guida automatizzata, dalle infrastrutture di ricarica al Mobility as a Service, il futuro dell'automobile è infatti sempre più intrecciato con quello delle città.

Auto elettrica e guida autonoma, la prossima rivoluzione. A mettere a fuoco questa trasformazione è stata la Fondazione Filippo Caracciolo-ACI, intervenuta sul tema dell'auto di domani e della sicurezza delle città. La sua riflessione parte dalla crescente convergenza tra elettrificazione e automazione della guida. La propulsione elettrica rappresenta infatti una piattaforma ideale per integrare tecnologie di guida automatizzata, aprendo la strada a una crescente diffusione di servizi di mobilità on demand, robotaxi, car sharing evoluto e sistemi di Mobility as a Service (MaaS).

L'obiettivo non è soltanto rendere le automobili più tecnologiche, ma modificare il modo stesso in cui vengono utilizzate. Secondo la Fondazione, le nuove tecnologie possono favorire un uso più razionale del veicolo privato, contribuendo a ridurre il numero di auto e a migliorare sicurezza e qualità dello spazio urbano. «Le nuove tecnologie non sono un fine, ma un mezzo», è il concetto sottolineato nel corso dell'incontro. E l'automobile del futuro potrebbe arrivare a incidere in modo profondo sulle abitudini e sull'economia, con una trasformazione che potrebbe essere più vicina di quanto si immagini.

La mobilità come diritto. La tecnologia, però, non può essere l'unica risposta. La trasformazione della mobilità urbana passa anche dalla sicurezza e dalla possibilità per tutti di muoversi autonomamente. Lo ha ricordato Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità del Comune di Roma, secondo il quale la città del futuro deve garantire la possibilità di muoversi a tutti: a chi utilizza l'auto, a chi cammina e a chi si sposta in carrozzina. Per Roma la sfida passa da sicurezza stradale, strade scolastiche, tecnologia applicata alla mobilità e investimenti nel trasporto pubblico. Il punto, ha spiegato Patanè, è restituire spazio alle persone e costruire una città più accessibile, sicura e resiliente.

La ricarica diventa decisiva. Un altro tassello fondamentale della transizione riguarda naturalmente le infrastrutture di ricarica. Daniela Biscarini, Head of Charging Point Operator Italia di Enel, ha affrontato il tema dello sviluppo della mobilità elettrica e della necessità di una rete di ricarica sempre più veloce e capillare, soprattutto negli snodi strategici di città e autostrade. Perché la diffusione dell'auto elettrica possa proseguire, infatti, la disponibilità di infrastrutture adeguate diventa un elemento sempre più importante. La transizione non riguarda quindi soltanto la tecnologia installata a bordo delle vetture, ma l'intero ecosistema che consente di utilizzarle.

Dall'auto alla città intelligente. Il cambiamento non riguarda comunque soltanto l'automobile. Stefano La Rovere, Global Director per Robotica, Meccatronica & Imballaggi Sostenibili di Amazon, ha portato a ECO il tema dell'innovazione tecnologica applicata alla sostenibilità urbana, illustrando il ruolo dell'intelligenza artificiale nell'aumento dell'efficienza dei processi logistici, l'elettrificazione dei trasporti dell'ultimo miglio e l'utilizzo di energia da fonti carbon-free. Un passaggio particolarmente importante per le città, dove la crescita dell'e-commerce rende sempre più centrale il tema della logistica dell'ultimo miglio e del suo impatto sul traffico e sulle emissioni.

Meno auto e più spazio pubblico. Il futuro della mobilità urbana non passa però soltanto dalla sostituzione delle auto tradizionali con quelle elettriche. Una parte importante della trasformazione riguarda infatti la riduzione dello spazio destinato alle automobili a favore di pedoni, biciclette, verde e nuovi luoghi di socialità. Un esempio particolarmente significativo arriva da Parigi, illustrato da Chiara Molinar, responsabile della strategia pedonale e della progettazione inclusiva dello spazio pubblico del Comune di Parigi. Nella capitale francese il 65% degli spostamenti interni viene effettuato a piedi, mentre tra il 2020 e il 2024 l'utilizzo delle piste ciclabili è cresciuto del 34%. Il 66% dei parigini, inoltre, non possiede un'auto e il livello di inquinamento a cui sono esposti i cittadini è diminuito del 40% in dieci anni. La strategia parigina punta ora a liberare ulteriormente spazio pubblico, con nuovi percorsi pedonali, aree verdi e interventi di rinaturalizzazione. Entro il 2030 l'obiettivo è creare un “cœur piéton” in ogni distretto, con oltre 100 ettari complessivi di spazi pedonali. Anche i parcheggi possono quindi cambiare funzione: in alcuni casi vengono sostituiti da aree verdi, percorsi pedonali e nuovi spazi pubblici.

Alberi e infrastrutture verdi contro il caldo. La trasformazione delle città passa anche dalla capacità di adattarsi al cambiamento climatico. La forestazione urbana è stata indicata come una delle leve più importanti: gli alberi contribuiscono a raffreddare le città, contrastare le isole di calore e migliorare la qualità dell'aria. Andrea Pellegatta, arboricoltore e membro della Consulta Nazionale Florovivaismo Coldiretti, ha sottolineato però che non basta piantare nuovi alberi: occorre scegliere la specie giusta per il luogo e garantire nel tempo cura e gestione del patrimonio verde.

La sfida delle nuove generazioni. A ECO Festival hanno avuto un ruolo anche oltre cento studenti dei licei romani Avogadro, Giordano Bruno e Montessori, chiamati a indicare i temi che avevano suscitato maggiore interesse. Il rapporto tra giovani e sostenibilità rimane infatti centrale. Daniele Grassucci, direttore e co-founder di Skuola.net, ha sottolineato come tre giovani su quattro siano preoccupati per il futuro del Pianeta, evidenziando però la necessità di formazione e di condizioni che rendano concretamente praticabili le scelte sostenibili.

Nove città italiane verso la neutralità climatica. La sfida riguarda infine le amministrazioni locali. Bologna, Firenze, Bergamo e Roma, insieme a Milano, Padova, Parma, Prato e Torino, fanno parte delle nove città italiane selezionate nell'ambito della Missione UE “100 città per la neutralità climatica al 2030”. I progetti comprendono nuove linee tranviarie, autobus elettrici, piste ciclabili, forestazione urbana, riqualificazione degli edifici, scuole sostenibili e interventi per proteggere la popolazione dalle ondate di calore. Il filo conduttore è una trasformazione che coinvolge contemporaneamente auto, trasporto pubblico, infrastrutture, spazio urbano e comportamenti individuali. La città del futuro, insomma, non sarà semplicemente una città con più auto elettriche. Sarà una città nella quale l'automobile dovrà convivere con nuove forme di mobilità condivisa e automatizzata, con il trasporto collettivo, la bicicletta e gli spostamenti a piedi. E nella quale la tecnologia dovrà essere utilizzata come strumento per rendere gli spazi urbani più sicuri, accessibili, verdi e vivibili.

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mercoledì 16 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 16:15 | © RIPRODUZIONE RISERVATA