Cappellano (Stellantis): «Dobbiamo investire, la Ue ci obbliga a accontonare per le multe sulle emissioni»
HANNOVER – La domanda di veicoli commerciali elettrici è troppo bassa per evitare le sanzioni comunitarie fissate sul triennio 2025-2027: «Tutti i produttori dovrebbero pagare molto – ammonisce Emanuele Cappellano, chief operating officer di Stellantis Pro One, dei marchi europei e della regione Enlarged Europe del gruppo – In un momento in cui dobbiamo investire, siamo invece costretti ad accantonare e a vendere veicoli elettrici con margini assurdi». Di qui la richiesta, che il manager assicura essere condivisa anche dagli altri fabbricanti: «Chiediamo che il calcolo sulle emissioni medie venga effettuato sul quinquennio e non sul triennio (2025-2029 e 2030-2034, ndr)», dice a Hannover, nell'ambito dell'Iaa Transportation dove l'azienda espone 13 veicoli su uno spazio di mille metri quadrati.
Cappellano parla di una «emergenza» e tra le soluzioni per evitare il collasso del comparto suggerisce anche l'abbassamento dei limiti fissati per il 2030 perché i veicoli commerciali non possono venire assimilati a quelli passeggeri e necessitano di una regolamentazione differente. Senza citare la nazione, il manager cita anche le incoerenze a livello europeo, area in cui uno degli stati sposa le politiche comunitarie sollecitando l'adozione di veicoli più sostenibili e a batteria, ma dai bandi pubblici esclude quelli elettrici. Tra le difficoltà che le aziende devono affrontare per la conversione della propria flotta c'è anche il «livello inadeguato dell'infrastruttura di ricarica».
Per questo Pro One continua a offrire diverse alimentazioni, incluse quelle con i diversi gradi di ibridizzazione, oltre che a gasolio. L'idrogeno è un'opzione, «ma non è il focus», taglia corto Cappellano. «Il mercato elettrico non si muove come dovrebbe», insiste sollecitando un'azione comune tra costruttori e istituzioni. Stellantis è leader nel segmento dei veicoli commerciali leggeri e pick-up in Europa, Sud America, Africa e Medio Oriente. Lo scorso anno ne ha consegnati 1,65 milioni: gli Lcv sono stati quasi 700.000, in larga parte nel Vecchio Continente, perché con i pick-up (attorno al milione di unità) va forte sull'altra sponda dell'oceano Atlantico, sia nella parte settentrionale sia in quella meridionale.
Con gli undici modelli che la divisione intende lanciare nei prossimi anni e con la soluzione Next, Stellantis Pro One intende «offrire servizi su misura ai clienti». La nuova piattaforma è già stata disegnata, adesso c'è la fase di industrializzazione e il costruttore sta procedendo alla definizione dei contratti. In ogni caso, per Stellantis «il futuro degli Lcv in Europa dipende fortemente dalle normative Ue»: per questo, secondo Cappellano, andrebbero riviste.




