Volvo, l’ambiente nel cuore. E la EX30 Cross Country è prodotta pure in Europa

Volvo, ecco l'elettrica EX60: tre motorizzazioni (due a trazione integrale) e autonomia fino a 810 km

Volvo EX60, intelligenza artificiale applicata all’interfaccia uomo-macchina e alla sicurezza

Volvo EX60, con la piattaforma SPA3 ha 810 km di autonomia per la versione a trazione integrale
Tecnologie allo stato dell’arte, un look che mescola l’eleganza raffinata con la tradizionale sobrietà dello stile scandinavo, l’attenzione alla sicurezza che ne ha fatto un indiscusso punto di riferimento per l’intera industria automobilistica mondiale. Il tutto nel segno di un dinamismo che soprattutto negli ultimi tempi è sembrato ben lontano dal temperamento riflessivo generalmente attribuito a chi proviene dal Grande Nord, un’origine che Volvo rivendica con legittima fierezza.

La novità ritenuta più importante – è la prima vettura ibrida plug-in ad autonomia estesa del costruttore svedese – si chiama XC70 ed è un Suv lungo 4.825 mm sviluppato sulla nuova architettura modulare scalabile Sma e accreditato di 200 km di autonomia elettrica, calcolata peraltro secondo lo standard in vigore in Cina, dove la vettura debutterà entro fine anno mentre nulla è ancora deciso circa l’eventuale commercializzazione su altri mercati. Compresa l’Europa che invece è protagonista nel caso di un’altra new entry: il Suv compatto 100% elettrico EX30 la cui produzione è stata assegnata in aprile anche alla fabbrica belga di Ghent, dove un investimento di 200 milioni di euro ha tra l’altro consentito di creare 350 posti di lavoro, l’occupazione dell’impianto a sfiorare le 6.600 unità. La stessa fabbrica nel corso dell’anno affiancherà alla EX30 “normale” anche la produzione della Cross Country, che ne rappresenta la versione più avventurosa e si inserisce nel solco di una tradizione – proporre vetture adatte ad affrontare tutte le condizioni atmosferiche, anche quelle più estreme legate al clima svedese – iniziata più di 25 anni fa.

Più alta da terra rispetto alla “gemella diversa”, dotata di trazione integrale ed equipaggiata con pneumatici specifici, sa affrontare terreni problematici, ma anche destreggiarsi agilmente nel traffico urbano. Promette un’autonomia di 427 km e solo 26 minuti per riportare dal 10 all’80% la capacità della batteria collegandosi a una colonnina di ricarica rapida. La versione “single motor” da 272 cv parte da 36.350 euro, mentre ne servono almeno 48.900 per la top di gamma con due motori da complessivi 428 cv. Se la “baby” della famiglia è la più rispettosa dell’ambiente per la totale assenza di emissioni allo scarico, la più grande XC60 persegue la sostenibilità con una forma di elettrificazione meno “estrema”: è disponibile infatti in versione mild hybrid da 250 cv a partire da 58.500 euro, mentre la ibrida plug-in (ricaricabile alla spina) mette a disposizione 455 cv a fronte di un esborso di almeno 74.000 euro.




