Motomondiale ai saluti, Bezzecchi e l'Aprilia dominano nell'ultimo Gp a Valencia
Si é chiusa in gloria la stagione di Marco Bezzecchi, splendido vincitore sul circuito di Valencia. Partito dalla pole, il riminese dell'Aprilia ha condotto per tutti i 27 giri la gara della MotoGP e, una volta rientrato al box, ha deposto sul serbatoio della sua RS-GP25 un anello, in segno di amore eterno. Sul podio della premiazione lo hanno accompagnato lo spagnolo Raul Fernandez, anche lui targato Aprilia, ma del team satellite Trackhouse, ed il romano Fabio Di Giannantonio (Ducati VR-46). Per Bezzecchi («mi sono divertito molto, soprattutto alla fine, Raul era velocissimo e si avvicinava sempre di più a ogni giro. Andare in vacanza così é un bel boost, sono carico») é la sesta vittoria in top-class, la terza di quest'anno, la seconda consecutiva dopo Portimao. Dietro questo terzetto ecco Pedro Acosta (KTM), che ha preceduto le Ducati del team Gresini di Fermin Aldeguer e Alex Marquez. Settima la Honda di Luca Marini.

La classifica finale del mondiale piloti recita Marc Marquez 545 punti, il fratello Alex 467 e Bezzecchi 353. Al via, anzi, nel caso di Franco Morbidelli ancor prima, sono iniziati i guai altrui. Perché é successo un po' di tutto. Con le luci dei semafori ancora rosse, Morbidelli ha tamponato la Honda di Joan Mir sullo schieramento di partenza, é caduto e si é fatto male alla mano sinistra (sospetta frattura di un metacarpo). Gara finita prima di cominciare. E chi poteva chiudere il 2025 nella ghiaia, con il quinto ritiro consecutivo, se non Francesco Bagnaia? E sì, perché tempo di percorrere qualche curva ed il torinese della Ducati ufficiale si é sentito spingere fuori pista da una manovra azzardata di Johann Zarco. Il francese é stato penalizzato con un long lap penalty, ma ormai il danno era fatto. Pecco - sabato rimasto senza benzina nelle qualifiche per un errore del box - é tornato a piedi, scuotendo la testa nel casco. Un epilogo «coerente con il finale di stagione» il suo amaro commento. I test di martedì «spero che mi diano una base sulla quale lavorare per ritrovare il feeling con la moto» ha aggiunto a Sky. Triste anche il saluto di Jorge Martin. Il campione del mondo uscente, al rientro dopo lunga assenza per il più recente dei suoi numerosi infortuni, ha gettato la spugna al 16mo giro, quando i suoi tempi si stavano alzando.
La MotoGP resta a Valencia e, come ricordato da Bagnaia, martedì entra già nel 2026. Sarà una giornata di test dedicata alle prime novità tecniche (come l'inedito motore V4 della Yamaha, che ha ufficializzato l'addio al suo «iconico» 4 in linea sulla prossima YZR-M1) e qualche volto nuovo. Il più atteso é del turco Toprak Razgatlioglu, 29 anni, vincitore di tre titoli mondiali in Superbike (compreso quello di quest'anno, con la Bmw) e prossimo pilota del team Yamaha Pramac. Prima Valencia aveva assegnato l'unico titolo ancora mancante, quello della Moto2. E' andato a Diogo Moreira, 21 anni, di San Paolo. Mai un brasiliano aveva vinto un mondiale nel motociclismo di velocità.




