Sparco protagonista nella Dakar 2026: tra vittorie, tecnologia e sicurezza
YANBU – La Dakar 2026 si è confermata come una delle edizioni più combattute e selettive degli ultimi anni e, ancora una volta, Sparco ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto all’interno del rally raid più famoso e duro al mondo. La 48ª edizione della maratona saudita, chiusa dopo due settimane di gara ad altissima intensità, ha visto il marchio italiano imporsi sia in classifica che sul fronte della sicurezza. Un impegno che trova diretto riscontro nella classifica generale, con ben sei team equipaggiati Sparco presenti nella Top 10 finale, a conferma della fiducia riposta da piloti e squadre nel brand italiano.
In una competizione in cui le condizioni ambientali incidono in modo determinante sulle prestazioni, la gestione della termoregolazione corporea si è rivelata un fattore chiave. È proprio da questa esigenza estrema che nasce l’Adventure Jacket Sparco, la prima e unica giacca al mondo omologata FIA 8856-2018, pensata specificamente per l’utilizzo in veicoli in cui il pilota è direttamente esposto agli agenti atmosferici. Indossata sopra l’abbigliamento da gara omologato, la giacca è progettata per affrontare le temperature e le escursioni climatiche del deserto saudita, offrendo al tempo stesso un elevato livello di personalizzazione in termini di colori e loghi, così da garantire continuità con l’identità visiva dei team impegnati in gara.

Lo stesso livello di cura e personalizzazione è stato applicato alle tute Infinity 5.0, omologate FIA 8856-2018 e SFI 3.2A/5 e realizzate attraverso una stampa in sublimazione di ultima generazione. Scelte dal team Ford Racing, le Infinity 5.0 presentano una costruzione “light & thin”, tra le più sottili della categoria, che si abbina a una fodera interna progettata per allontanare calore e sudore. Mentre le soluzioni ergonomiche dedicate alla guida, come le maniche pre-sagomate e i pannelli stretch su fianchi e caviglie, contribuiscono a migliorare sensibilità e comfort nelle condizioni più estreme della Dakar.
Sparco ha portato in gara anche la Prime, tuta ignifuga a due strati che rappresenta uno dei riferimenti assoluti in termini di leggerezza e traspirabilità. Progettata per gestire efficacemente temperatura e comfort durante le fasi più intense del rally, la PRIME integra una fodera in tecnologia Hocotex, tessuto brevettato Sparco con struttura interna a nido d’ape che combina protezione, alta traspirabilità e peso ridotto. Il progetto è completato da inserti super-stretch e dettagli ultralight, come zip e patta alleggerite, cuciture extrapiatte, polsi e caviglie seamless e un colletto derivato direttamente dall’esperienza maturata in Formula 1.

Inoltre, nel pacchetto racewear utilizzato alla Dakar 2026, rientrano anche le scarpe X-Light Plus, omologate FIA 8856-2018 e SFI 3.3/5, caratterizzate da una tomaia in Jacquard elasticizzato studiata per migliorare comfort e traspirabilità e per limitare l’ingresso di sabbia e polvere. La soletta in carbonio ad aree differenziate è pensata per garantire la massima sensibilità sul pedale, un aspetto cruciale nella guida su terreni estremi e variabili come quelli affrontati nel rally raid saudita.
L’impegno di Sparco non si è limitato all’abbigliamento da gara, ma ha coinvolto anche la personalizzazione della linea “Teamwear” per diverse squadre di primo piano, tra cui Can-Am Factory e Loeb FrayMédia Motorsport-RZR Factory Racing. Una gamma di capi sviluppata per combinare comfort, stile e resistenza, declinata secondo i colori e i loghi ufficiali dei team, rafforzando ulteriormente l’identità visiva all’interno del paddock e nelle aree di assistenza.

Il kit fornito da Sparco ha incluso inoltre l’equipaggiamento dedicato alle vetture, con sedili progettati specificamente per il rally raid, come il Circuit QRT, e cinture di sicurezza regolate su misura in base alle esigenze di ciascun pilota. Un approccio che sottolinea la centralità del fattore umano in una competizione dove resistenza fisica e affidabilità tecnica devono procedere di pari passo.
Sul piano sportivo, la Dakar 2026 ha regalato a Sparco risultati di assoluto rilievo in tutte le categorie. Nella classe auto, il programma Ford M-Sport, forte degli sviluppi introdotti sulla Raptor T1+ Evo, ha offerto prestazioni di vertice per tutta la durata del rally. Nani Roma e Alex Haro hanno chiuso al secondo posto, seguiti da Mattias Ekström ed Emil Bergkvist in terza posizione, mentre Carlos Sainz e Lucas Cruz hanno completato il quadro con un piazzamento in Top 5, confermando la competitività del progetto.

Risultati incoraggianti anche per TGR W2RC, al debutto agonistico della nuova DKR GR Hilux T1+. Toby Price e Armand Monleón, alla loro prima Dakar insieme, hanno mostrato ritmo e continuità chiudendo ottavi assoluti, precedendo Seth Quintero e Andrew Short. A completare la Top 10 generale, Saood Variawa e François Cazalet hanno portato la squadra al decimo posto, rendendo Variawa il miglior pilota sudafricano classificato alla Dakar 2026.
Nella SVV, il duo americano formato da Brock Heger e Max Eddy Jr del team Loeb FrayMédia Motorsport è tornato sul gradino più alto del podio per la seconda volta consecutiva, portando la Polaris alla vittoria. Il successo è stato impreziosito dal terzo posto conquistato dai compagni di squadra Xavier de Soultrait e Martin Bonnet, mentre il team ha chiuso l’edizione con un bilancio impressionante di nove vittorie di tappa e tre vetture nella Top 10 finale.

Sempre tra i protagonisti, il pilota ufficiale Can-Am Kyle Chaney ha centrato il secondo posto nella classifica generale alla sua prima partecipazione alla Dakar, contribuendo a un bilancio estremamente solido per il Can-Am Factory Team, che ha collezionato complessivamente 21 podi di tappa e sei piazzamenti tra i primi dieci assoluti. In categoria Challenger T3, Dania Akeel ha chiuso l’edizione al’8ª posizione assoluta insieme al copilota francese Stéphane Duple, alla guida del Taurus del team BBR.
La presenza Sparco si è estesa anche ai camion. Vaidotas Zala ha conquistato la vittoria assoluta firmando il suo primo successo nella maratona saudita, mentre Ales Loprais ha completato il podio in seconda posizione, confermando la consistenza del Powerstar.
Nella Classic il Ladies Dakar Team che ha scritto una pagina storica diventando il primo equipaggio italiano completamente femminile a completare la Dakar. Rachele Somaschini, Serena Rodella e Monica Buonamano hanno portato al traguardo il Mercedes-Benz Unimog 435 di Tecnosport 2026, chiudendo 40ª assoluta, 5ª tra i camion, 4ª in classe H1T e 2ª in categoria H1T Period B. Sempre nella Dakar Classic, Luciano Carcheri e Fabrizia Pons hanno concluso al 29° posto a bordo della Isuzu Vehicross V6 del 2000, dimostrando grande capacità di adattamento e spirito di squadra in una delle edizioni più dure degli ultimi anni.




