WEC: Proton Competition si arrende e rinuncia a schierare le Porsche 963 LMDh nella prossima stagione

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ZUFFENHAUSEN – La notizia era nell’aria da settimane, ma ora è arrivata la conferma definitiva: Proton Competition non schiererà più la Porsche 963 LMDh nel FIA WEC. Di conseguenza anche la presenza delle Hypercar tedesca nel Mondiale Endurance si interrompe bruscamente. Il team diretto da Christian Ried ha ufficializzato la decisione con una nota che chiude una vicenda diventata via via sempre più complessa, fino a trasformarsi in una vera e propria telenovela.
La situazione si era fatta critica già all’inizio di ottobre, quando Porsche aveva annunciato il proprio ritiro dal WEC come costruttore ufficiale. Una scelta destinata a creare un effetto domino sulle strutture private legate alla casa tedesca. Proton, che negli ultimi anni aveva creduto fortemente nel progetto LMDh, si è ritrovato improvvisamente a dover gestire un programma mastodontico senza più il supporto diretto della Casa madre. Le regole attuali del campionato non prevedono la possibilità di iscrivere una sola vettura per marchio, anche per un team privato, e questo ha obbligato la squadra tedesca a tentare qualsiasi strada pur di garantire la presenza di due 963 LMDh in griglia.

Per settimane si sono susseguite trattative serrate tra Porsche, Proton e Penske Motorsport, nel tentativo di individuare una soluzione che potesse permettere al progetto di sopravvivere. A un certo punto la sinergia tra Proton e Penske era sembrata la strada più logica. Penske, del resto, conosce la vettura come pochi altri, avendola gestita direttamente nel programma ufficiale fino alla decisione del ritiro. Ma proprio questo elemento, considerato un possibile vantaggio tecnico, si è rivelato l’ostacolo principale. Porsche ha infatti posto il veto all’impiego della squadra di Roger Penske, temendo che la mossa potesse essere interpretata come un rientro mascherato della Casa ufficiale “dalla finestra”, nonostante l’annunciata uscita “dalla porta principale”.
Quando anche quel tentativo è naufragato, a Proton non è rimasto altro che aggrapparsi all’ultima possibilità, una soluzione estrema ma sostenuta da un nome di peso assoluto nella storia del marchio. Lo sponsor F.A.T. International, guidato da Ferdi Porsche pronipote di Ferdinand Porsche, ha provato a mettere insieme le risorse necessarie per finanziare la seconda vettura. Una manovra d’emergenza, portata avanti fino all’ultimo minuto possibile. Ma neppure questo slancio, pur tanto simbolico quanto concreto, è riuscito a ribaltare l’esito di una vicenda che ormai pareva segnata.

La mancanza del budget sufficiente, unita alla complessità logistica e tecnica di un programma LMDh gestito da un team privato senza il sostegno diretto della Casa, ha reso inevitabile la decisione. Con l’impossibilità di schierare due vetture contemporaneamente, e con il regolamento che non ammette eccezioni, Proton è stata costretta a tirare i remi in barca. Ne consegue che l’avventura di Porsche nel Mondiale Endurance, almeno per ora, si può considerare definitivamente chiusa. Una conclusione amara, vista la storia del marchio a Le Mans e l’importanza che la 963 LMDh rappresentava nella strategia sportiva recente del costruttore.
Proton Competition, tuttavia, non abbandonerà il WEC. Il team continuerà a essere protagonista nella categoria LMGT3, dove ha appena chiuso una stagione di debutto convincente con la Ford Mustang GT3. Anche il prossimo anno la squadra schiererà due vetture, equipaggiate con il nuovo pacchetto Evo che Ford Performance ha predisposto per affinare la competitività della Mustang nei campionati GT. Il programma GT rappresenta dunque il nuovo punto fermo per la struttura tedesca, che ha dimostrato di poter rapidamente adattarsi a una categoria molto competitiva e in forte crescita.

La vicenda delle Porsche 963 e del loro ritiro dal WEC rappresenta un caso emblematico di quanto sia complessa, oggi, la gestione di un programma Hypercar. Non basta avere la vettura, non bastano le competenze, non basta nemmeno la passione. Servono budget, strutture, continuità del supporto dei costruttori e una programmazione impeccabile, elementi che diventano ancora più fondamentali quando si parla di prototipi ibridi, capaci di prestazioni elevatissime ma di conseguente complessità tecnica. Proton ci ha provato in ogni modo, spingendosi oltre i limiti della sostenibilità pur di portare la 963 sulle piste del Mondiale ancora per un’altra stagione. Ma alla fine la realtà economica ha avuto la meglio.




