Wrc, la nona di Ogier: terzo in Arabia vince il mondiale nonostante tre gare in meno. A Toyota tutti i titoli iridati

Dakar 2026, la Toyota si riscatta con Variawa, ma Al-Attiyah (Dacia) resta in testa alla gara. Ekström (Ford), secondo, riduce il ritardo

Dakar 2026, Ekström (Ford) vince la prima tappa dopo il riposo e guadagna il secondo posto nella generale a meno di 5' da Al-Attiyah (Dacia)

Dakar 2026, Al-Attiyah (Dacia) primo a Riad. Al riposo è al comando della corsa davanti a Lategan (Toyota) e Roma (Ford)
JEDDAH – Sébastien Ogier ha scritto un'altra pagina di storia, anche part time. Seppur con tre gare in meno rispetto ai rivali, il fuoriclasse transalpino sotto contratto con la Toyota si è aggiudicato il mondiale 2025 di rally. Si tratta del nono titolo, con il quale eguaglia “il cannibale”, il connazionale Sébastien Loeb. Con questo successo, Ogier riporta in Francia un alloro che mancava dal 2021, quando peraltro lo aveva vinto prorpio lui.
L'affermazione è arrivata con un terzo posto nella prima edizione del Rally dell'Arabia Saudita: Ogier ha preceduto di oltre 2 minuti e 40 secondi il compagno di squadra Elfyn Evans, che per la seconda volta si è visto “sfilare” il titolo in dirittura d'arrivo: quattro anni fa lo aveva perso al Rally di Monza anche se alla fine aveva accusato un ritardo di 23 lunghezze. In questa stagione sono state appena quattro, ma – appunto – con tre presenze in più.
La tappa che ha chiuso il campionato è stata vinta da Thierry Neuville (Hyundai i20 N), il detentore del titolo che non è riuscito a difendere: il belga ha trionfato in una gara in cui quelli lo precedevano sono usciti di scena e in cui quelli che correvano per l'alloro iridato sono stati estremamente prudenti. Neuville (che non si aggiudicava un rally dal settembre del 2024) ha così preceduto il compagno di squadra Adrien Fourmaux, che seppur a quasi 54'' ha conquistato il miglior piazzamento della sua carriera, secondo. Laureato in medicina, Fourmaux ha chiuso la stagione in settima posizione.
Nell'ordine d'arrivo ha preceduto cinque Toyota Gr Yaris: oltre a quella di Ogier, nell'ordine anche quelle di Sami Pajari, di Takamoto Katsuta, di Elfyn Evans (sesto, ma vincitore del Power Stage) e di Kalle Rovanperä, che si congeda dal rally con una settima piazza (terzo assoluto nel mondiale). Nell Top 10 anche Grégoire Munster e Josh McErlean con la Ford Puma della M-Sport e il solito Oliver Solberg, con la Gr Yaris Rc2, primo del Wrc2 e già ingaggiato dal Toyota Gazoo Racing Team per il prossimo campionato. Ott Tänak (Hyundai), che non correrà nel 2026, è finito fuori dai dieci, classificandosi quarto nel mondiale.
Il protagonista mancato della corsa è stato però il lettone Martins Sesks, a lungo in testa al rally (e come tanti vittima di forature e guai meccanici), costretto al ritiro con la sua Ford Puma: era secondo alla partenza della penultima frazione e, seppur in una gara dall'andamento insolito, era riuscito a dimostrare che l'auto dell'Ovale Blu può essere competitiva. Gli unici italiani al via – Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi – hanno chiuso al 18/o posto (due posizioni dietro a Nasser Al-Attiyah, il re delle dune della Dakar, che ha corso con la Ford Puma soprattutto per “esplorare” il territorio), ma con il titolo Wrc3 in bacheca.



