Azimut Fly 70

Azimut protagonista allo Yachting Festival di Cannes. In primo piano il Fly 70, lo yacht con terrazza sul mare

di Sergio Troise
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Meglio lo yacht dalle linee sportive, filanti e aerodinamiche, o quello con il flybridge, il “ponte volante” che garantisce vista panoramica, maggiore vivibilità all’aperto e ottima visibilità nelle manovre e negli ormeggi dall’alto? Il dibattito si protrae da tempo, dividendo la platea mondiale dei diportisti, tuttavia il mercato dice che generalmente, nel segmento dei motoryacht di dimensioni mediograndi, sono più diffusi i flybridge. Risultano decisivi lo spazio extra e la vivibilità garantita dal ponte superiore.

La tendenza riguarda prevalentemente le imbarcazioni di dimensioni importanti. E tra quelle che saranno in anteprima mondiale all’imminente Yachting Festival di Cannes spicca il nuovo Azimut Fly 70 (poco più di 21 metri), definito dal cantiere guidato da Giovanna Vitelli (presidente) e Marco Valle (amministratore delegato) “perfetta espressione del flybridge contemporaneo, capace di sposare l’anima sportiva degli esterni con l’architettura sofisticata degli interni per dare forma alle istanze dell’oggi”.

Per dare forma a questi valori ci si è rivolti a una coppia di designer d’eccezione: Alberto Mancini per gli esterni e Fabio Fantolino per gli interni, firme dei già noti Fly 62, Fly 72 e Fly 82. E prim’ancora che la nuova barca venga esibita nel salone della Croisette, in casa Azimut si dicono certi della bontà del lavoro. A cominciare da quello che viene definito il “pozzetto esteso e le sue due anime”.

Allungato per trasformarsi in una vera terrazza proiettata sul mare, ombreggiata e vivibile, il pozzetto del nuovo Fly 70 ospita un tavolo da pranzo per otto persone. La versione Terrace Cockpit (quelle che sarà in mostra a Cannes) offre al dining una infinity view sul mare grazie ad un parapetto trasparente ed un layout rivolto verso poppa; inoltre integra a pavimento un grande vano storage per riporre i tanti accessori e water toys per tutta la famiglia; l’opzione Beach Cockpit azzera invece ogni barriera grazie a un meccanismo sincrono che apre lo specchio di poppa e abbassa la seduta, creando un solarium radente l’acqua: una soluzione già sperimentata sul Fly 62.

Quanto al flybridge, si profila come un attico aperto a 360 gradi, organizzato in tre aree funzionali distinte: prendisole di prua adiacente alla timoneria, dinette centrale a C con mobile bar servito e una terrazza di poppa libera da vincoli strutturali, allestibile con arredi freestanding. Ad ombreggiare l’area, un hard top in vetroresina dal design fortemente caratterizzante, contraddistinto da montanti rigorosamente verticali e da un top che si sviluppa fluidamente intorno al rollbar estendendosi verso prua.

E veniamo agli interni. Secondo le anticipazioni del cantiere, l’architettura separa con naturalezza la zona conversazione dalla sala da pranzo, mantenendo una continuità visiva assoluta lungo tutto il ponte. L’area living si sviluppa attorno a due divani contrapposti aperti sul panorama, incorniciati da una selezione materica ricercata: pelle scamosciata marrone, moquette dal disegno organico firmata cc-Tapis, marmo Green River per il tavolino e marmo Taj Mahal per il tavolo da pranzo, servito da sedute firmate da Patricia Urquiola per Andreu World. A schermare parzialmente la cucina interviene uno scultoreo brise-soleil a lamelle in legno e bronzo spazzolato, che garantisce la giusta discrezione senza isolare lo spazio. Nel ponte inferiore, la zona notte accoglie quattro cabine dominate dalla suite armatoriale a centro barca, disegnata su un raffinato gioco di linee diagonali e impreziosita dal marmo cinese Bronze Amani.

Costruito con un uso esteso della fibra di carbonio (Carbon Tech Generation) e spinto da una doppia motorizzazione Volvo Penta IPS 1350 per toccare i 31 nodi, il nuovo yacht di Azimut rientra – com’è naturale – nel programma della Silent Technology, il percorso d’innovazione creato dal cantiere per garantire un’esperienza di bordo sempre più silenziosa e sostenibile. A guidarlo è un laboratorio interno di tecnologia applicata, un team di ricercatori e progettisti dedicato a trasformare le intuizioni di ricerca in soluzioni concrete e scalabili sui diversi segmenti della flotta.

Da questa attività di sviluppo nasce la soluzione installata per la prima volta sul nuovo Azimut Fly 70: un filtro antiparticolato che – grazie all’azione sinergica di un silenziatore, blocchi ceramici e un catalizzatore per gli ossidi di azoto – abbatte le emissioni di particolato del 95% e dimezza la pressione sonora, con una riduzione della rumorosità di oltre 5dBA. “E’ come passare da una strada trafficata a un quartiere residenziale” dicono con soddisfazione in casa Azimut, aggiungendo che “per gli armatori del nuovo Fly 70 significherà godersi la rada respirando sempre aria pura, liberi dal fastidioso brusio del generatore”.

Accanto al nuovo yacht della serie fly, a Cannes saranno esposti da Azimut anche il nuovo Seadeck 9, il Magellano 27M e il Grande 44M. Tre modelli manifesto, in grado di simboleggiare al meglio storia e qualità del cantiere fondato dal compianto Paolo Vitelli. Il Magellano 27M è, com’è noto, il terzo step di una rotta tracciata nei primi anni 2000 proprio dall’intuizione di Paolo Vitelli, che assieme alla figlia Giovanna fu tra i primi ad aver avuto l’audacia di unire due mondi lontani: il carattere dei trawler americani e l’eleganza del design italiano, creando il primo crossover dei mari, espressione della libertà di navigare oltre il tempo e oltre le mode. Oggi questa filosofia trova la sua forma più alta nel dialogo tra il tratto nordico di Jarkko Jämsén e la maestria di AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi, architetti al debutto nello yacht interior con un Main Deck che si rivela come un’inedita loggia mediterranea affacciata sull’acqua.

Non meno interessante, nello stand di Azimut, si profila l’annunciata presenza del Seadeck 9, con la sua Fun Island enfaticamente definita dal cantiere “un palcoscenico a fior d'acqua, una cascata di terrazze dominata da una plunge pool trasparente, creata per abbracciare l’orizzonte e la pienezza di un tempo libero da vincoli”. Il layout scivola fino al saloon in un unico spazio privo di barriere visive, dove il minimalismo caldo di Matteo Thun & Antonio Rodriguez accarezza le linee pulite di Alberto Mancini. Tra i pregi “invisibili ma sensibili”, la tecnologia frutto dell’impegno sull’innovazione: a bordo del Seadeck 9 la modalità Mild Hybrid assicura un’esperienza pura, silenziosa e senza fumi.

Completa la flotta, con il ruolo di ammiraglia, il Grande 44M, yacht sviluppato su quattro ponti, che rivoluziona il concetto di superyacht riservando un intero ponte all’armatore e introducendo l’innovativa carena con Hull Vane foil technology, affiancata da un sistema Mild Hybrid per soste in rada silenziose e a ridotte emissioni.

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venerdì 4 settembre 2026 - Ultimo aggiornamento: 19-09-2026 13:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA