Ferretti Group, il nuovo Ceo Stassi Anastassov scrive ai dipendenti: «Il meglio deve ancora venire»
Alla vigilia della prima riunione del nuovo consiglio di amministrazione di Ferretti Group, la grande holding della nautica di lusso che ha rivoluzionato il suo assetto societario, il nuovo amministratore delegato Stassi Anastassov, il manager di origine bulgara (ma con nazionalità anche svizzera e svedese e una madre di origine italiana) che ha preso il posto di Alberto Galassi al termine di una burrascosa vicenda societaria forse non del tutto conclusa, ha scritto una lettera ai dipendenti per presentarsi. E’ un testo lungo e articolato, in cui il nuovo Ceo si presenta rivolgendosi alla “cara famiglia Ferretti” con toni molto soft, manifestando rispetto e ammirazione per il lavoro finora svolto dal management e dai lavoratori, ma aggiungendo, nelle ultime righe proiettate sul futuro, che “il meglio deve ancora venire”. Qui di seguito il testo integrale della lettera ai dipendenti.
”Cara Famiglia Ferretti, il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Ferretti mi ha nominato Global Chief Executive Officer. Vi scrivo per la prima volta in questo ruolo. È un momento che affronto con umiltà, con gratitudine e con un profondo senso di responsabilità. Permettetemi di presentarmi, brevemente e con sincerità. Sono nato in Bulgaria, sono cresciuto e ho studiato in Svezia, e ho trascorso la maggior parte della mia vita professionale tra l’Europa, le Americhe, il Medio Oriente e l’Asia. Sono cittadino svizzero e svedese. Per ventisei anni la Svizzera è stata la mia casa, e oggi quella casa è l’Italia. Dal lato materno ho radici italiane, un’eredità di cui sono sempre stato silenziosamente orgoglioso. L’Italia ha da sempre un posto speciale nel mio cuore. Non perché io possa dirmi italiano, ma perché ho trascorso una vita intera ad ammirare ciò che l’Italia rappresenta nel mondo.
Quella ammirazione è nata in casa. Mio padre era violinista da concerto. Mia madre era cantante lirica. Sono cresciuto con Verdi e Puccini, e molto prima di capirne le parole ne capivo la bellezza. Il design italiano. L’artigianalità italiana. La bellezza italiana. Il gusto italiano. Quella capacità unica di trasformare la materia in emozione, di fare del lavoro una forma di bellezza. Non sono slogan di marketing. Sono parte del dono che l’Italia fa al mondo. Ed è ciò che voi, le persone del Gruppo Ferretti, create ogni singolo giorno, nei cantieri e nelle officine, negli studi di design e negli uffici, negli showroom, nelle nostre reti di dealer e nei centri di assistenza, in tutta l’Italia e in ogni parte del mondo”.
I ringraziamenti a Norberto Ferretti e Alberto Galassi. “Prima di ogni altra cosa – prosegue la lettera - desidero esprimere la mia gratitudine a due uomini straordinari. A Norberto Ferretti, il visionario che oltre mezzo secolo fa ha creato qualcosa di autenticamente senza tempo. Ciò che è nato come un sogno imprenditoriale è diventato uno dei gruppi industriali del lusso più ammirati al mondo. In molti modi, stiamo ancora tutti navigando dentro la sua visione. Grazie. Ad Alberto Galassi, che ha guidato questo Gruppo con passione, con energia e con determinazione per dodici anni. L’avvocato Galassi ha condotto Ferretti attraverso una trasformazione straordinaria, ne ha restituito la forza e l’orgoglio industriale, ne ha guidato con successo la quotazione in borsa, e lascia un’azienda con marchi iconici, un portafoglio ordini da record e un enorme slancio verso il futuro. Il suo contributo a questa organizzazione perdurerà per molti anni a venire. Grazie.”
Soffermandosi sui brand del Gruppo (Ferretti Yacht, Pershing, Itama, Riva, CRN, Custom Line, Wally), Anastassov mette nero su bianco: “C’è una convinzione che porto dentro molto profondamente. I grandi marchi iconici sopravvivono a tutti noi. Wally, Ferretti Yachts, Pershing. Itama, Riva, CRN, Custom Line. Non sono semplicemente prodotti o aziende. Sono icone. E le icone non appartengono soltanto al presente, ma anche alla storia, alla cultura e alle generazioni future. Nessuno di noi le possiede davvero. Né il fondatore. Né il precedente CEO. Né il nuovo CEO. Né il maggiore azionista. Né il più piccolo degli azionisti. Siamo soltanto custodi. La nostra responsabilità è custodire questi marchi, rafforzarli, e consegnarli più ammirati, più belli e più rilevanti di come li abbiamo trovati. È così che intendo il mio ruolo. La mia responsabilità è preservare e rafforzare l’anima italiana di Ferretti e al tempo stesso aiutare quest’anima a viaggiare ancora più lontano nel mondo. Cuore italiano. Respiro globale. Questo è il nostro viaggio insieme.
Quanto al proprio ruolo di uomo guida della holding, il neo amministratore delegato fa professione di umiltà. “Nessuna azienda – dice - diventa grande grazie a un singolo individuo. Le grandi aziende sono costruite dalle persone. Dall’artigiano che dà forma a uno scafo con un sapere tramandato di generazione in generazione. Dal designer che traccia una linea che nessun altro al mondo saprebbe tracciare. Dall’ingegnere che risolve problemi che il resto del settore non ha ancora intravisto. Dai team che rendono possibile l’eccellenza attraverso migliaia di dettagli invisibili — in ogni funzione, in ogni cantiere, in ogni ufficio di questo Gruppo. Dai team commerciali che trasformano la nostra maestria artigianale in relazioni con i clienti. Dai dealer, dagli agenti e dai distributori che portano i nostri marchi in ogni mercato del mondo, che rappresentano Ferretti ogni giorno nei loro paesi, che accompagnano i nostri clienti in una delle decisioni più importanti della loro vita, e che costruiscono relazioni che durano decenni. Dai team del post-vendita e dell’assistenza che restano accanto ai nostri clienti molto oltre la consegna, perché nel nostro mestiere il rapporto non finisce con la consegna. Comincia con essa”.
Al ruolo dei dipendenti il nuovo Ceo ha dedicato un capitolo specifico della sua missiva. “Voi siete la forza di Ferretti – scrive Anastassov -. Voi siete il sapere. Voi prendete le decisioni. Voi custodite l’eccellenza. Voi siete il volto dei nostri marchi davanti a ogni cliente che serviamo”. E si sbilancia fino a sostenere che “in molti sensi ciascuno di voi è un CEO all’interno della propria area di responsabilità”.
“La cultura di appartenenza, di orgoglio e di maestria artigianale – prosegue la lettera - è ciò che permette alle aziende iconiche di attraversare le generazioni. Per queste ragioni, i miei primi mesi come Global Chief Executive Officer saranno dedicati soprattutto all’ascolto e all’apprendimento. Trascorrerò tempo nei cantieri. Incontrerò i team. Viaggerò per incontrare i nostri dealer, i nostri agenti e i nostri distributori in ogni regione del mondo. Voglio ascoltarli con grande attenzione. Conoscono i nostri mercati, i nostri clienti e i nostri concorrenti meglio di chiunque altro. Incontrerò i nostri clienti senza i quali nulla di ciò che facciamo avrebbe significato. Arriverò con orecchie aperte, mente aperta e un profondo rispetto per ciò che sapete e per ciò che avete cstruito. Non vedo l’ora di incontrarvi tutti, personalmente, e di ascoltare le vostre idee su come - insieme - potremo continuare a migliorare, innovare e crescere. Iniziamo questo viaggio da una posizione di vera forza: marchi iconici, una maestria artigianale straordinaria, ammirazione globale e, soprattutto, persone straordinarie”.
Dedicato a ciò che verrà l’ultimo capoverso di questa lunga lettera. “Il futuro – scrive Anastassov - apparterrà alle aziende capaci di unire l’anima alla sostanza. Creatività e metodo. Tradizione e innovazione. Bellezza ed esecuzione. Questo è ciò che Ferretti è oggi. E questo è ciò che Ferretti diventerà ancora di più negli anni a venire. Grazie per ciò che avete costruito. Grazie per ciò che fate ogni singolo giorno. E grazie in anticipo per ciò che siamo sul punto di costruire insieme. È un onore servire questa Azienda, le sue persone, i suoi azionisti e i marchi straordinari affidati alla nostra responsabilità. Il meglio deve ancora arrivare. Con profondo rispetto e gratitudine”.




