I grandi yacht nel Golfo di Napoli

Napoli, indagine dell’Agcm sui posti barca per grandi yacht. Luise si difende: “Accuse infondate di un ex socio”

di Sergio Troise
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Nel Golfo di Napoli arrivano ogni estate circa 750-950 superyacht e mega yacht, e i loro armatori hanno tutti lo stesso problema: dove ormeggiare. La città che ospiterà l’America’s Cup 2027, infatti, non ha un porto turistico. L’unico approdo cittadino parzialmente adeguato ad ospitare yacht di grandi dimensioni (oltre i 24 metri) è il Molo Luise (dal nome della famiglia titolare della concessione demaniale) all’interno del porto di Mergellina. Un porto antico, tuttora classificato come porto di pescatori tutelato dalla Soprintendenza e attrezzato alla meglio per ospitare barche da diporto. In questa struttura, nella parte meglio attrezzata del Molo Luise, non trovano posto più di 8/10 yacht per volta. Gli altri rimangono in rada, oppure vengono indirizzati, in prevalenza, al vicino Main Port di Castellammare di Stabia, pure gestito in concessione dagli stessi Luise, ma non solo: vengono smistati anche altrove, nei vari porti del circondario, secondo una prassi consolidata. Apparentemente tutto in regola. Tuttavia è stata aperta un’inchiesta.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) ha avviato infatti un’istruttoria (procedimento A581) nei confronti del Luise Group e di altre società affiliate per un presunto “abuso di posizione dominante nella gestione degli ormeggi e dei servizi di agenzia marittima”. Secondo l’Antitrust, il gruppo avrebbe legato l’accesso ai posti barca all’utilizzo dei propri servizi di agenzia, ostacolando l’ingresso dei concorrenti. L’Autorità stima che il Gruppo Luise detenga una quota di mercato nazionale di circa il 50%, che sale fino a circa il 90% nel solo Golfo di Napoli.

Il provvedimento è stato aperto in seguito a un esposto presentato il 23 giugno scorso (ma solo ora si è saputo) dalla società ACQ Italy, che fa capo al gruppo Tositti, con sede a Venezia, specializzato nell’intermediazione per il trasporto di passeggeri e servizi portuali/marittimi. Attiva dal 1987, la società ACQ opera prevalentemente nel settore dei servizi marittimi e di agenzia per yacht, con un fatturato annuo stimato intorno ai 3,8 milioni di euro. Ma il suo titolare – Tositti - è un ex socio di Luise, con il quale è in corso una controversia che si trascina da tempo. Lo ha rivelato Massimo Luise, manager della società di famiglia, spiegando che “sono accuse infondate provenienti da una persona con la quale abbiamo deciso da tempo di non voler più avere nulla a che fare. Abbiamo affidato la pratica ai nostri avvocati per tutelare la nostra onorabilità e i nostri interessi, e al più presto verrà diffuso un comunicato”.

Secondo il Gruppo Luise le accuse sono dunque infondate, ma dopo la pubblicazione del caso sul Bollettino settimanale dell’Agcm, si è appreso che secondo ACQ, tra il 2022 e il 2025 le proprie richieste di ormeggio presso il Molo di sopraflutto di Mergellina sarebbero state sistematicamente respinte per presunta indisponibilità di posti barca, salvo poi scoprire – sempre secondo la denuncia - che le stesse imbarcazioni “venivano ricontattate direttamente dagli agenti del Gruppo Luise, che offrivano loro gli ormeggi appena negati”.

Nella sua analisi l’Agcm individua due mercati verticalmente collegati. A monte, quello della fornitura di posti barca per navi da diporto (oltre 24 metri) in transito nel Golfo di Napoli, che include Mergellina, Marina di Stabia e Porto Antico di Stabia; a valle, quello dei servizi di agenzia raccomandataria marittima, che comprendono la prenotazione degli ormeggi, l’assistenza nei rapporti con le autorità marittime e doganali, i servizi tecnico-logistici e quelli turistici per gli ospiti a bordo. La dimensione geografica di questo mercato – sempre secondo l’Agcm – sarebbe ancora da definire con precisione, e potrebbe essere nazionale, data l’esistenza di reti di raccomandatari attive su più porti lungo la costa italiana.

A proposito delle quote di mercato, in materia di posti barca il Gruppo Luise deterrebbe tra il 47% e il 51% della capacità di ormeggio del Golfo di Napoli, quota che salirebbe oltre il 53% per le unità sopra i 45 metri; il gruppo – sempre secondo la tesi sostenuta dall’accusa - risulta inoltre l’unico operatore in grado di ospitare yacht sopra i 75 metri. Ma in realtà non è così, in quanto nel circondario ci sono altri approdi utilizzabili da imbarcazioni di grandi dimensioni. La cosa è nota, ma tiene a dirlo Massimo Luise, da noi interpellato per ottenere chiarimenti sulla questione sollevata dal suo ex socio e pubblicata sul bollettino dell’Agcm.

Il manager non ha dubbi: ”E’ opinione diffusa che Mergellina e il molo da noi gestito in concessione sia l’unico approdo per la nautica da diporto lungo il litorale di Napoli percepito dalla clientela come non sostituibile per prestigio della location, vicinanza al centro città e qualità dell’offerta turistica. Ma nel circondario ci sono altre location adeguate, per imbarcazioni dai 40 ai 100 metri, e anche oltre. E possiamo dimostrare, con prove documentali, telex, email e fatture, i rapporti avuti con tante agenzie, armatori, comandanti e società da noi smistati non solo al Main Port di Castellammare, ma anche a Marina di Stabia, a Capri, a Ischia, dove ci sono ben quattro porti, tra i quali quello di Casamicciola che può ospitare imbarcazioni fino a 100 metri. A volte – aggiunge Luise – abbiamo smistato le richieste ai privati di Maglietta, a Pozzuoli, e per i mega yacht più grandi abbiamo dirottato qualcuno nel porto di Napoli, al terminal passeggeri, per non dire della location di Marina di Cassano, in penisola sorrentina, adatta a imbarcazioni fino a 50 metri, o degli spostamenti a Marina d’Arechi, a Salerno. Insomma – conclude Luise – tra Napoli e dintorni ci sono almeno 90/100 posti barca adeguati a yacht di grandi dimensioni, e nonostante la carenza di posti in città, si trovano sempre le sistemazioni adeguate, anche a prescindere dalla gestione di Luise Group. Perciò sono certo che emergerà l’infondatezza dei rilievi fatti da chi ci accusa e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato”.

L’Autorità – vale la pena ricordarlo - ha deliberato l’avvio dell’istruttoria nei confronti di Luise Group S.r.l., Joseph Luise E Sons S.r.l., Luise International & Co. S.r.l., Luise Associates S.r.l. e Porto Antico di Stabia S.r.l. Responsabile del procedimento è il dottor Fabio Massimo Esposito. Alle parti sono concessi 60 giorni dalla notifica per l’esercizio del diritto di essere sentite. Il termine di chiusura del procedimento è fissato al 26 novembre 2027. C’è dunque tempo. Ma intanto, come detto, i vertici di Luise Group hanno consultato i propri legali per contestare – “con documenti chiari e inequivocabili” – le tesi sostenute dagli autori della denuncia e dalla stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

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martedì 14 luglio 2026 - Ultimo aggiornamento: 18:58 | © RIPRODUZIONE RISERVATA