Il Salone nautico di Roma

Dal Salone di Roma una certezza: piccola nautica in crisi. Il 2026 ripartirà dal Nauticsud, ma operatori divisi

di Sergio Troise
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Si è conclusa domenica 14 dicembre la stagione fieristica della nautica da diporto con la chiusura, dopo 9 giorni di esposizione, del Salone di Roma, evento organizzato dall’AFINA (Associazione Filiera Italiana Nautica), ostinatamente impegnata nel sostenere le aziende della cosiddetta “piccola nautica”, quella che resiste con difficoltà sempre maggiori alla crisi di un mercato condizionato da costi proibitivi per la middle class e dalla carenza di posti barca. Una situazione preoccupante, che ha determinato, inevitabilmente, anche scarsa partecipazione di espositori e scarsa affluenza di pubblico.

“Comprare una imbarcazione tra i 6 e 12 metri è diventato un impegno che premia più il sogno di un armatore che la logica economica dell’acquisto” afferma Gennaro Amato, presidente di AFINA e organizzatore del Salone della capitale. E aggiunge: “Ma se anche ci si ostina a comprare comunque la barca, o il gommone, per soddisfare la propria passione per il mare e la navigazione, il sogno rischia di diventare un incubo, a causa della mancanza di posti barca”.

Il salone di Roma – secondo l’instancabile organizzatore napoletano – ha comunque avuto il merito di riproporre una volta di più il problema centrale che vive attualmente il settore, e nel canonico comunicato conclusivo della manifestazione si legge che “il pubblico ha dimostrato interesse verso i nuovi prodotti, lasciando ancora un margine di speranza per un comparto che va aiutato a risolvere problemi che non dipendono dalla produzione, ma dalle realtà dei territori, ovvero di quelle aree costiere che lamentano la mancanza di strutture adeguate al diporto e allo sviluppo del turismo nautico”.

Come è noto da tempo, del problema della portualità sono state investite le massime autorità di Governo, e non si conta il numero di parlamentari, ministri, viceministri e sottosegretari che si sono espositi pubblicamente per dirsi pronti ad affrontare la situazione. Recentissima la “discesa in campo” del gotha della politica italiana, apertasi al punto da ospitare, nella prestigiosa sala Regina di Montecitorio, lo stato maggiore di Confindustria Nautica per un evento di fine anno destinato ad esaltare una volta di più i meriti dell’intero comparto e ad assicurare tutto l’impegno per sostenerne l’ulteriore crescita.

Peccato però che si registrino ancora situazioni non chiare, destinate a disperdere energie utilizzabili meglio. Proprio mentre a Montecitorio si svolgeva l’assemblea di fine anno di Confindustria nautica, a pochi chilometri di distanza, ovvero alla Fiera di Roma, era in corso il Salone nautico organizzato dagli “indipendentisti” dell’AFINA. E lì, alla Fiera di Roma, si è recata autonomamente la ministra del Turismo Daniela Santanchè. La quale, probabilmente ignara della distanza che c’è tra AFINA e Confindustria Nautica, è “scesa in campo”, impegnandosi a proporre una cabina di regia tra quattro dicasteri: Infrastrutture, Made in Italy, Risorsa Mare e Turismo. Tutto ciò – si legge nel comunicato diffuso da AFINA a fine salone – “per poter accelerare sull’ammodernamento e ampliamento delle strutture ricettive esistenti, ma anche per lo sviluppo e realizzazione di nuovi marina. Il progetto – si legge ancora nella comunicazione -prenderà vita ad inizio 2026 e a fine gennaio sarà illustrato a Napoli, durante un convegno sul tema del turismo nautico”.

Vedremo quali saranno gli sviluppi. Ma suscita inevitabilmente qualche perplessità il rischio che si proceda su un doppio binario, con AFINA e Confindustria Nautica impegnate a risolvere i problemi del settore procedendo su percorsi paralleli e non convergenti. Tutto ciò, poi, proprio mentre i vertici nazionali di Confindustria Nautica hanno fatto in modo che venisse disdetto l’accordo di collaborazione tra l’AFINA e l’Unione Industriali di Napoli, in modo da subentrare con il ruolo di partner istituzionale (avverrà dal primo gennaio 2026).

Tra gli operatori di maggior spessore, per quantità e qualità della produzione, c’è Antonio Pane, titolare di Salpa, cantiere napoletano di solida tradizione che produce sia barche in vtr che battelli pneumatici della linea Soleil, venduti con successo in Italia e all’estero. E’ stato l’unico, tra gli operatori del settore, a partecipare sia al Salone di Roma (tramite il suo dealer per il Lazio), che alla contemporanea assemblea di Confindustria nautica a Montecitorio. Preoccupato non solo dalla inevitabile confusione di rappresentanza istituzionale, ci ha confidato di non essere ottimista per il futuro.

“Purtroppo – dice l’esperto manager napoletano – temo che andiamo incontro a molti problemi, con la città di Napoli impreparata a risolvere la questione dei posti barca, che diventerà più grave con l’arrivo della Coppa America e la necessità di fare spazio nel tratto di mare compreso tra Nisida e Coroglio, di fronte ai ruderi dell’ex Italsider. Noi di Salpa abbiamo tentato in tutti i modi di acquisire uno scalo a mare nella vicina Torre del Greco, e siamo da nove anni titolari di due concessioni demaniali, ma combattiamo tra carte bollate, ricorsi, vertenze in tribunale e non riusciamo ad entrare in possesso dell’area regolarmente acquisita. Non oso immaginare cosa accadrà ora a Bagnoli, e probabilmente anche a Mergellina, con il sovrapporsi di interventi di Afina da una parte e Confindustria nautica dall’altra”.

Intanto, vale la pena tornare sui contenuti del Salone di Roma, ricordando che sia pure in un contesto circoscritto e tutto sommato deludente, il gommone ha recitato ancora una volta la parte del protagonista, restando l’imbarcazione più ricercata dal pubblico, che vede in questo segmento di produzione le maggiori offerte, con proposte che trovano risposta ad ogni necessità. La migliorata gestione degli spazi e il maggior comfort garantiscono ogni esigenza sia per la famiglia che per i fruitori del mare che non intendono rinunciare ad una uscita con gli amici. Tutto ciò senza dire che oltre gli 8 metri è possibile sfruttare al meglio anche gli spazi sotto coperta, con proposte di cabine accoglienti, bagni separati e abitabilità che trasformano il battello pneumatico in un day cruiser di tutto rispetto. Parallelamente, a Roma si sono rivisti anche piccoli day cruiser in vetroresina, proposti come interessanti alternative ai gommoni, mentre resistono al tempo anche imbarcazioni di storica tradizione come i gozzi.

La stagione dei saloni italiani 2026 riprenderà a Napoli con il Nauticsud in programma alla Mostra d’Oltremare dal 7 al 15 febbraio. Sul fronte internazionale, invece, la stagione fieristica si aprirà prima, dal 17 al 25 gennaio, in Germania, con la 57ma edizione del Boot di Düsseldorf.

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martedì 16 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:23 | © RIPRODUZIONE RISERVATA