T-Roc tutta nuova tra design, tecnologia e motori ibridi. La 2^ generazione del crossover WV spicca per contenuti innovativi ed ecologici

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Quando si parla di modelli di successo della Volkswagen, ovvero di auto che hanno scritto la storia della motorizzazione, il pensiero corre veloce al Maggiolino e alla Golf. Ma dovremmo abituarci all’idea che c’è una Volkswagen meno datata, più recente, che merita altrettanto rispetto. E ammirazione. Parliamo della T-Roc, auto nata nel 2017, sottoposta ad un aggiornamento nel 2022 e oggi rilanciata in una versione rinnovata nello stile e nei contenuti dopo aver totalizzato, fino a dicembre del 2025, oltre due milioni di unità in tutto il mondo, 200.000 delle quali immatricolate nel nostro paese, dove risulta essere l’auto più venduta della gamma Volkswagen.

Legittimo chiedersi, dunque, come mai a Wolfsburg si sia deciso di intervenire su un modello ai vertici del successo. La risposta sta nella dura legge del mercato: l’elettrificazione va avanti e non si può prescindere dai progressi nel campo del rispetto ambientale (nuove motorizzazioni solo ibride e massiccio impiego di materiali ecocompatibili) e della sicurezza (sistemi di assistenza alla guida sempre più completi). La nuova T-Roc è dunque un esempio concreto di innovazione e modernità, la prova di come si possa reinventare un crossover di successo aggiornando il design, gli ingombri, i contenuti e le dotazioni.
Terzo modello Volkswagen realizzato sull’ultimo stadio evolutivo della piattaforma trasversale modulare MQB EVO, la T-Roc è diventata anche più grande (12 cm in più, 4,37 metri in tutto) e dunque anche più spaziosa e più comoda. Adotta, tra l’altro, numerose caratteristiche di modelli più grandi, come la Tiguan, e nella sua categoria – potete giurarci – è destinata a diventare un imprescindibile riferimento.

Concepita in Germania, ma costruita in Portogallo, nello stabilimento di Setubal, vicino Lisbona, l’auto si distingue per un design un po’ più sportiveggiante, grazie al quale il coefficiente di resistenza aerodinamica (cx 0,29) risulta inferiore del 10% rispetto al modello precedente, e uno dei valori migliori tra i SUV compatti. Di nuovo disegno è la calandra del frontale, con il “volto” dell’auto che ora mostra una certa vicinanza stilistica alla famiglia di altre Volkswagen dei tempi moderni, come Tayron e ID7. Di spicco l’introduzione dei nuovi fari a LED Matrix IQ.Light con abbaglianti ad alte prestazioni, e la modanatura argentata che allunga la linea del tetto (denominata dai designer “mazza da hockey”).
Rispetto alla generazione precedente, l’auto si presenta non solo più grande, ma anche più sportiva, di aspetto ancora più simile a quello di una coupé. In casa Volkswagen ne parlano come di un CUV, ovvero un Crossover Utility Vehicle. A dare “importanza” al tutto anche i passaruota capaci di alloggiare al loro interno ruote da 17 fino a 20 pollici. E non è da meno la coda, che si distingue per il portellone posteriore dallo stile coupé più marcato, unitamente allo spoiler molto arretrato. Anche in questo caso l’auto appare più grande e più pregiata, probabilmente grazie anche ai gruppi ottici del posteriore uniti in un’unica barra trasversale che può avere la superficie in vetro illuminata. Al livello inferiore seguono il portatarga dal design scultoreo e un diffusore che conferisce sportività.

Anche gli interni segnano un punto di svolta nella storia di questo modello (ne parliamo in altro articolo), ma l’innovazione più importante sta nelle motorizzazioni ibride. Per la fase iniziale sono state lanciate, sul mercato italiano, due opzioni mild-hybrid eTSI 48V: il 1.500 da 116 cv e il 1.500 da 150 cv, entrambi 4 cilindri con trazione anteriore e cambio automatico DSG a 7 rapporti. Sono propulsori interessanti in particolare per l’efficienza, ovvero per la capacità di contenere consumi ed emissioni. Per l’entry level da 116 cv la casa dichiara infatti un consumo combinato di 5,6-5,8 litri/100 km con emissioni di CO2 tra 127 e 131 gr/km.
Lievissimo l’incremento di consumo dichiarato per la più potente versione da 150 cv, con il picco di 5,9 litri/100 km e emissioni di CO2 tra 128 e 133 gr/km, ma anche con il plus della disattivazione automatica di 2 cilindri quando non servono, e pure dello spegnimento in determinate circostanze. Successivamente arriveranno le versioni Full Hybrid (1.5 TSI evo2) con potenze di 136 e 170 cv, oltre a un 2.0 TSI mild hybrid con la trazione integrale 4MOTION e la potente variante sportiva T-Roc R da oltre 200 cv. La gamma definitiva sarà composta dunque da sei versioni: quattro a trazione anteriore e due a trazione integrale, tutte con cambi automatici.
Per tutte sono previste dotazioni hi-tech in funzione della sicurezza, con sistemi di assistenza alla guida che comprendono (esclusa la Life) la guida semi-autonoma di Livello 2 e dispositivi utili come il Front Assist con riconoscimento di pedoni e ciclisti e retrocamera per il parcheggio. Per la prima volta, poi, la T-Roc è dotata anche di sistemi come il Park Assist Pro, dispositivo che utilizza la funzione di memoria per garantire un parcheggio automatico su distanze fino a 50 metri e consente di utilizzare uno smartphone per guidare l’auto dentro e fuori dai parcheggi. Inoltre è di serie il sistema di avviso di uscita (Exit Warning) che prima dell’apertura delle portiere avverte se stanno arrivando da dietro auto, moto o biciclette.




