la SQ6 Sportback e-tron nel Sahara tunisino

Audi, gli Anelli nel deserto. Prova speciale della SQ6 Sportback e-tron nel Sahara tunisino

di Michele Montesano
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Dimenticatevi il navigatore, nel deserto si guida a vista, seguendo l’istinto e le tracce lasciate dagli altri mezzi. Non è concessa la minima distrazione, perché dietro ogni duna può celarsi un’insidia. Con queste premesse inizia una delle sfide più interessanti dell’automotive: portare nel deserto del Sahara l’Audi SQ6 Sportback e-tron, il Suv elettrico della Casa di Ingolstadt. Bella e affascinante, con la sua linea da coupé sportiva, la vettura tedesca sembra perfetta per affrontare la giungla urbana o per macinare chilometri in autostrada, ma sarà in grado di affrontare dune, sabbia e temperature di oltre 45 gradi? In Audi ne sono più che certi tanto che hanno lasciato la loro SQ6 esattamente come esce dalla fabbrica, fatto eccezione per i cerchi più piccoli, da 19” ma a listino, e pneumatici tassellati specifici per l’uso da offroad.

La missione è quella di sfatare il falso mito che vede l’elettrico adatto solo in città, ed è per questo che affronteremo oltre 500 km tra asfalto, deserto e strade impervie. Si parte da Houmt Souk, sull’isola di Djerba, in direzione di Médenine. Lasciata alle spalle una delle località più turistiche della nazione, ci dirigiamo nell’entroterra verso la più autentica Tunisia. Lungo il tragitto edifici moderni e lussuosi lasciano spazio a case più modeste e panorami brulli, unica certezza la lingua di asfalto nera che solca il paesaggio e le nostre Audi che procedono in carovana. La SQ6 Sportback si muove veloce e silenziosa sulle strade tunisine. Sotto la carrozzeria si cela una sofisticata architettura da 800 Volt e una batteria da 100 kWh che alimenta due motori elettrici, asincrono all’anteriore e sincrono sul retrotreno, per una potenza totale di 517 Cv. Cavalleria che in modalità Dynamic consente uno 0-100 km/h in soli 4,4 secondi e una velocità massima di 230 km/h.

Tanta tecnologia e tali prestazioni quasi stonano con i mezzi che circolano sulle strade tunisine: vetture datate, pick-up arrugginiti e motorini sgangherati, fanno sembrare l’Audi venire direttamente dal futuro. Facendo lo slalom tra auto che procedono contromano, persone e animali che attraversano impavidi, riusciamo ad uscire indenni dal caotico traffico di Médenine, mai come in questo caso sensori e Adas si sono rivelati validi alleati. Lasciata la città, la strada inizia ad inerpicarsi verso i rilievi del Djebel Dahar. I lunghi rettilinei cedono il posto a curve che fanno apprezzare le doti dinamiche della SQ6 Sportback. La piattaforma PPE, sviluppata in sinergia con Porsche, si mostra rigida e perfetta per affrontare anche i tornanti più stretti. A contribuire ci pensa la centralina HCP1 che coordina le sospensioni pneumatiche adattative, migliorando comfort e stabilità, lo sterzo e l’acceleratore che, in modalità Dynamic, privilegia la trazione posteriore.

Oltrepassato il paese di Beni Khedache, dinnanzi a noi si staglia in tutta la sua maestosità il deserto del Sahara. Un colpo d’occhio che è impossibile anche immaginare per noi occidentali, abituati sempre più alle aree urbanizzate. Giusto il tempo di fermarsi per sgonfiare gli pneumatici, riducendo la pressione da 2,4 a 1,2 bar, per migliore aderenza e motricità sulla sabbia. Inoltre, azionando la modalità offroad, abbiamo a disposizione un assetto ideale per affrontare i terreni più impervi, con le sospensioni che sollevano la vettura di 28 millimetri (volendo in offroad + si arriva fino a 45), oltre ad avere una ripartizione della coppia 70-30 in favore dell’asse anteriore.
È giunto il fatidico momento. Tra lo scetticismo di coloro che ci osservano al volante di quad o fuoristrada, appositamente preparati, le Audi aggrediscono le dune con disinvoltura. La coppia, fino a 820 Nm, e la trazione Quattro rende tutto estremamente facile, tanto da farci immedesimare in Carlos Sainz che, nel 2024, ha conquistato la Dakar proprio al volante della RS Q e-tron dotata di motori elettrici. La tecnologia del prototipo la ritroviamo ora sulle SQ6 che procedono in carovana danzando tra le dune del Sahara nell’assoluto silenzio della propulsione a elettroni.

Mai un’incertezza, il Suv affronta inclinazioni, pendenze e salti senza scomporsi mostrando anche la sua estrema robustezza. L’Audi non teme neppure la ripida salita di sabbia che ci porta al rudere del forte romano di Tisavar, costruito oltre 2.000 anni fa. Poco distante l’oasi di Ksar Ghilane, il posto ideale per caricare le SQ6 che, tra un falò e le palme da datteri, godono il meritato riposo. Sfruttando la ricarica fino a 270 kW, il Suv può recuperare 260 km di autonomia in appena 10 minuti. Le luci dell’alba segnano il ritorno verso Djerba. La strada scorre velocemente e nel comfort della SQ6 quasi ci sembra impossibile pensare a ciò che abbiamo vissuto. Dopo essere stata la prima a vincere la Dakar con un’auto range extender, Audi è riuscita a portare il silenzio e la tecnologia elettrica di un’auto di serie nel deserto del Sahara.

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lunedì 17 novembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:05 | © RIPRODUZIONE RISERVATA