CH-R+, l'elettrica di Toyota. Al volante del Suv zero emission che usa il nome del famoso modello, ma ha poco in comune

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MAUREGARD - Qualcosa in più rispetto al passato e al presente per guardare al futuro. Questo è la Toyota C-HR+, il nuovo modello elettrico che prende a prestito la sigla di un altro illustre membro del catalogo delle Tre Ellissi e vi aggiunge il “plus” per segnalare la presenza di un livello di elettrificazione ancora più spinto. In realtà la C-HR+ non è semplicemente la versione ad emissioni zero del crossover venduto in Europa dal 2016 in oltre un milione di esemplari, ma un’automobile inedita che, insieme alla sorella parzialmente elettrificata, simboleggia idealmente l’approccio multi-percorso di Toyota: più tecnologie di propulsione verso l’obiettivo della decarbonizzazione. E che non siano la stessa vettura lo dicono le dimensioni – la lunghezza, ad esempio, è di 4,52 metri contro 4,36 dell’altra – e uno stile meno estremo, ma più efficiente (cx di 0,26), e infine la piattaforma che è la e-TNGA già utilizzata dalla bZ4X.

Questo legame è maggiormente visibile all’interno, con la strumentazione digitale posizionata quasi sotto al parabrezza, il volante ricco di pulsanti, il manopolone sul tunnel per la marcia, lo schermo del sistema infotelematico da 14”, che incorpora le manopole per il volume e la regolazione della temperatura, e infine la plancia priva del cassetto portaoggetti. La C-HR+ si rifà in parte con un tunnel generoso a tal punto da ospitare due piastre di ricarica. Il passo di 2,75 metri (+11 cm) ha permesso di ricavare più spazio, soprattutto per chi siede dietro, che ha anche l’agio di due prese di ricarica USB-C e delle bocchette di aerazione. Anche i bagagli hanno vita migliore (416 litri) e l’abitacolo è più luminoso grazie alla maggiore superficie vetrata, al tetto panoramico e all’illuminazione ambiente con 64 colori. La pelle sintetica, la microfibra scamosciata e i tessuti sono tutti realizzati in materiali riciclati. Ovviamente più marcate sono le differenze che non si vedono. Avendo una maggiore impronta a terra e la batteria sotto il pianale, collegata in modo solidale al resto della scocca, la C-HR+ ha un baricentro più basso di 6,5 cm ed è più rigida del 30% inoltre una pompa di calore di nuova concezione ha permesso di realizzare un controllo termico integrato sia per l’abitacolo sia per la batteria stessa. Quest’ultima è profondamente diversa da quella della bZ4X, poiché diverso è il formato e il numero di celle (NMC prismatiche), ed è dotata di preriscaldamento, addirittura in tre modalità (manuale, programmato o con la navigazione) così da accorciare di ben 20 minuti la ricarica in corrente continua a 150 kW dal 10% al 20% anche quando ci si trova a -10 °C mentre il caricatore in corrente alternata è da 11 kW o 22 kW.

La batteria è in due formati: quella da 57,7 kWh (54 kWh netti) è composta da 78 celle ed è associata ad motore sincrono a magneti permanenti anteriore da 123 kW per un’autonomia di 456 km mentre quella da 77 kWh (74 kWh netti) ha 104 celle e permette un’autonomia di 563-609 km con il motore da 165 kW. C’è anche una versione bimotore a trazione integrale da 252 kW che, con lo stesso accumulatore, percorre fino a 546 km, accelera da 0 a 100 km/h in 5,2 s e raggiunge 180 km/h mentre le altre due si fermano rispettivamente a 140 e 160 km/h. I nuovi gruppi propulsore integrati sono stati resi più efficienti intervenendo sulla trasmissione, la lubrificazione e il raffreddamento inoltre contano anche su inverter al carburo di silicio. Abbiamo potuto fare la conoscenza della Toyota C-HR+ interloquendo con gli ingegneri che l’hanno progettata e guidandola sulle strade della regione dell’Île-de-France, a Nord-Est di Parigi.
La posizione di guida ha un sapore sportivo, ma la corona del volante interferisce un po’ con la visione della strumentazione. Su strada, l’elettrica giapponese ha mostrato un buon equilibrio fatto di un comportamento stradale pastoso quanto progressivo e sospensioni che, pur efficaci nel limitare il rollio, assorbono bene le irregolarità e, insieme alla buona silenziosità, danno alla C-HR+ un comfort di livello. I sistemi di assistenza alla guida agiscono con misura e, per la prima volta su un’elettrica Toyota, c’è anche la possibilità di regolare il recupero dell’energia su 4 livelli. La versione più potente scatta con decisione e ha mostrato anche una buona efficienza (17-18 kWh/100 km), quella meno dotata si fa invece apprezzare per consumi ancora inferiori (14-15 kWh/100 km) e la progressività dell’erogazione. La nuova Toyota C-HR+ è già ordinabile e il prezzo parte da 40.800 euro per la versione da 123 kW con la possibilità di accedere agli incentivi anche con quella da 165 kW con la batteria da 77 kWh che promette oltre 600 km tra una ricarica e l’altra.




