Mercedes CLA

Mercedes alza l’asticella, lezioni di zero emission. Con la CLA fa debuttare l’architettura pensata per le vetture a batterie

di Valentina Menassi
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PALERMO - Moderna, efficiente, razionale. La nuova Mercedes-Benz CLA si è presentata così nel nostro test drive sulle strade di Palermo, un contesto che non concede attenuanti: traffico denso, cambi di ritmo continui, pavimentazioni che mettono alla prova assetto e comfort. In questo scenario reale, lontano dai percorsi perfetti dei lanci internazionali, la CLA ha mostrato il senso del suo progetto. Una vettura pensata non per stupire, ma per funzionare: nelle accelerazioni brevi, nelle ripartenze, negli spazi stretti in cui convivono tecnica e quotidianità.

È da qui che parte il nostro confronto con Marc Langenbrinck, Presidente & CEO di Mercedes-Benz Italia, per capire come la nuova CLA si inserisca nella strategia del marchio e quale spazio potrà ritagliarsi nel mercato italiano. La nuova CLA segna l’esordio della piattaforma MMA (Mercedes Modular Architecture), progettata per ospitare sia motori elettrici sia ibridi, con l’obiettivo di rendere più efficiente la produzione e più flessibile l’offerta. È una scelta industriale che punta a ottimizzare costi, processi e logiche di assemblaggio, riducendo la complessità della gamma.


La berlina adotta un’architettura a 800 volt con batterie da circa 85 kWh e ricariche fino a 320 kW. L’autonomia varia tra 690 e 790 chilometri nel ciclo WLTP, mentre le potenze vanno dai 220 ai 350 kW nelle versioni a trazione posteriore o integrale 4MATIC. Il design resta riconoscibile, ma più pulito ed efficiente. Il coefficiente di resistenza si ferma a 0,23, le superfici sono ridotte al minimo indispensabile e il frontale integra una nuova firma luminosa pensata per distinguere la prossima generazione di modelli Mercedes. All’interno debutta MB.OS, il sistema operativo sviluppato dalla casa per gestire infotainment, assistenza alla guida e aggiornamenti software. È un passaggio chiave della strategia: riportare in azienda il controllo dei dati e delle piattaforme digitali, un elemento ormai decisivo per la competitività futura. Per il mercato italiano, la CLA rappresenta molto più di una semplice auto. «È un modello che coniuga sostenibilità e accessibilità, senza rinunciare alla qualità», spiega Langenbrinck.

«E soprattutto introduce una piattaforma che ci permette di lavorare con maggiore efficienza, sia sul piano tecnico che su quello industriale». Un aspetto cruciale in un settore che vive una fase di transizione non solo tecnologica, ma economica: costi delle batterie in calo ma ancora significativi, richiesta dei clienti non omogenea e necessità di differenziare l’offerta senza disperdere risorse. La CLA punta quindi a un equilibrio difficile ma necessario: avvicinare il pubblico all’elettrico con un prodotto concreto, competitivo e coerente con l’identità del marchio. Il comfort rimane uno dei punti di forza, così come la cura dei materiali e la qualità percepita, ma la vera novità è la capacità di unire questi elementi a un’efficienza superiore. «In futuro non basterà avere un buon motore», osserva ancora Langenbrinck. «La competizione si giocherà sulla qualità complessiva dell’esperienza, sulla gestione energetica, sui servizi digitali e sulla capacità di aggiornare continuamente il prodotto. È lì che la nuova CLA può fare la differenza».

Dopo la prova palermitana e la lettura industriale del management italiano, la nuova CLA si presenta per quello che è: una vettura progettata per riportare la discussione sulla sostanza. Non vuole inseguire tendenze né costruire aspettative eccessive; preferisce dichiarare ciò che può fare, e metterlo alla prova su strada. In un settore in cui le promesse spesso superano la realtà dei prodotti, questa sobrietà può diventare un punto di forza. E se il mercato premierà un approccio più misurato e meno rumoroso, la CLA sarà uno dei modelli che più chiaramente raccontano perché.

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venerdì 12 dicembre 2025 - Ultimo aggiornamento: 10:32 | © RIPRODUZIONE RISERVATA