Un noleggio auto

Il “lungo termine” dalle aziende coinvolge i privati. La tendenza continua a rafforzarsi e toglie ansia alla transizione energetica

di Giampiero Bottino
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Se nel primo quadrimestre del 2023 il mercato italiano dell’auto – cresciuto del 26,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente – ha ritrovato una verve che sembrava svanita, il merito è soprattutto del noleggio. Soprattutto di quello a lungo termine il cui ruolo trainante ha trovato nuova linfa nel crescente ricorso dei privati a una formula, alternativa alla tradizionale proprietà, che per anni è stata appannaggio esclusivo delle flotte aziendali.
L’escalation ha dato impulso all’intero comparto, compreso quello del breve termine al quale il terremoto-Covid aveva inferto un colpo durissimo, determinando la perdita di un noleggio su tre, non ancora recuperata nonostante il buon risultato del 2022 che ha permesso di ridurre dal -28 al -5% il calo rispetto al 2019, ultimo anno felice prima della pandemia.

Ben diverso il trend del lungo termine, che dalla strada della crescita non ha mai deragliato, chiudendo lo scorso anno con un +7% del fatturato e del +9% per quanto riguarda la consistenza della flotta che ha superato gli 1,1 milioni di veicoli. Una crescita che l’ultima edizione del Rapporto Aniasa attribuisce sostanzialmente a due elementi: la ripartenza – peraltro considerata non ancora adeguata – delle consegne alle aziende che avevano “congelato” il rinnovo del parco auto e soprattutto il consistente aumento della domanda da parte dei privati (con e senza partita Iva) che ritengono questa formula vantaggiosa soprattutto in vista della transizione verso l’elettrico. Un segmento di mercato relativamente nuovo, che l’anno scorso ha coinvolto 160.000 veicoli, e che prefigura un trend destinato a durare nel tempo, almeno in base alla “radiografia” del settore curata ogni anno dall’Associazione confindustriale che ne rappresenta entrambi i rami del noleggio: breve e lungo termine.
I dati relativi al primo trimestre – gli ultimi disponibili al momento della stampa del Rapporto – evidenziano come per la prima volta il comparto abbia superato stabilmente il 30% delle immatricolazioni italiane di auto.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, il breve termine ha registrato un aumento del 16% del fatturato, del 22% nel numero dei noleggi e del 7% per quanto riguarda la composizione della flotta. Quest’ultimo indicatore è identico per gli specialisti del lungo termine, il cui giro d’affari è cresciuto del 9%, mentre il boom delle immatricolazioni (+72%) testimonia della progressiva attenuando delle difficoltà che hanno per lungo tempo frenato le consegne di nuove auto. La rilevanza numerica acquisita dal comparto assume un peso fondamentale anche nella sfida della transizione energetica nella quale il settore ritiene di avere le carte in regola per assumere un ruolo trainante nella progressiva decarbonizzazione della mobilità. Un’aspirazione confortata ancora una volta dai numeri che il Rapporto Aniasa sciorina generosamente e che assumono un significato particolare proprio nel campo della sostenibilità ambientale.


Infatti il documento evidenzia come la quota delle vetture green immatricolate dagli operatori del settore sia superiore a quella, pur lusinghiera, conquistata nel mercato complessivo: nel corso del 2022 il mondo del noleggio ha assorbito il 56% di tutte le immatricolazione ibride plug-in e il 32% di quelle “full electric”.
Uno sforzo necessario, ma non sufficiente, come ha ricordato il presidente dell’Associazione Alberto Viano durante la presentazione del Rapporto 2023: «La mobilità del nostro Paese necessita di misure strutturali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di contenimento delle emissioni fissati a livello europeo. E l’accelerazione del ricambio del parco circolante non può che passare da una maggiore diffusione delle forme di mobilità pay-per-use. Per favorire il passaggio dalla proprietà all’uso dei veicoli, con conseguenti benefici ambientali ed economici, è oggi indispensabile un adeguato utilizzo della leva fiscale per alleggerirne la pressione sulla mobilità urbana, turistica e aziendale».


Gli ha fatto eco il vice presidente Italo Folonari, ricordando come l’Iva al 10% per i servizi di car sharing e di noleggio a breve termine, come pure la maggiore deducibilità e detraibilità per le vetture aziendali elettriche, rientrino fra le proposte che Aniasa, a nome degli associati, ha formulato al Governo.

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Martedì 30 Maggio 2023 - Ultimo aggiornamento: 13:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA