La BMW di Felix Da Costa scatta in testa nell'E-Prix inaugurale della Stagione 5

BMW, buona la prima. DS svetta fra i team. Spettacolo in Arabia Saudita per l’avvio
di stagione 5

di Giorgio Ursicino
  • condividi l'articolo

AD DIRIYAH - In un’atmosfera da favola è scattata la “stagione 5” di Formula E, il campionato globale, ma non ancora Mondiale riservato alle monoposto elettriche. All’ombra delle mitiche mura di Ad Diriyah, uno dei patrimoni dell’Unesco, si sono dati battaglia i 22 bolidi “zero emission” di Generazione 2, quelli che hanno il doppio dell’energia rispetto ai precedenti e che riescono a percorrere l’intera distanza dell’E-Prix (da quest’anno 45 minuti più un giro) senza la sosta ai box per il cambio auto. Nemmeno tanto a sorpresa ha vinto all’esordio la BMW che dopo diversi anni torna in forma ufficiale ad impegnarsi in una categoria del motorsport ad alto livello, una formula con un grande futuro.
 

 

In realtà il risultato era nell’aria poiché i bavaresi avevano preparato la discesa in campo con grande attenzione senza lasciare nulla al caso. Le vetture di Monaco, infatti, nei colori bianchi e blu tipici del brand, sono portate in pista dal team Andretti, una squadra che prende parte alla categoria sin dall’inizio.
Il vincitore Antonio Felix Da Costa, inoltre, era stato il più rapido nei test collettivi di Valencia ed aveva conquistato la superpole che gli garantiva (oltre ai 3 punti) di scattare davanti a tutti i rivali, un vantaggio non trascurabile su un tracciato corto (2,5 chilometri) dove non è affatto facile superare. A movimentare la scena hanno contribuito non poco le variabili volute dell’organizzatore Alejandro Agag che, all’ormai noto “fan boost”, ha aggiunto quest’anno l’“attack mode”.

Entrambe le diavolerie non sono altro che un’iniezione di energia aggiuntiva che ogni driver utilizza quando lo ritiene più opportuno, per attaccare o per difendersi. Il portoghese Felix deve probabilmente il gradino più alto del podio proprio al fan boost che i tifosi gli hanno attribuito via internet, un’arma che Da Costa ha utilizzato nel giro finale per difendersi dai micidiali attacchi del campione in carica Jean-Eric Vergne al volante della sua DS schierata dalla scuderia Techeetah. Il francese si è confermato anche nel deserto driver di notevole talento e, soprattutto, particolarmente adatto per la guida delle vetture a batterie che, oltre a grinta e velocità, richiedono visione strategica della gara e capacità di risparmiare e recuperare energia. Jean-Eric, insieme al suo compagno tedesco André Lotterer (tre volte vincitore della 24 Ore di Le Mans) hanno dato spettacolo partendo rispettivamente dalla terza e dalla quarta fila.

A suon di sorpassi si sono portati in scia della BMW scattata in testa e verso metà gara l’hanno anche superata, facendo pensare ad una doppietta tutta DS. Invece i due, al pari dell’esordiente ex ferrarista Felipe Massa (14° al traguardo), sono stati penalizzati dai commissari con un passaggio in corsia box per una gestione non corretta dell’energia. Seconda rimonta con Vergne che mette di nuovo nel mirino da Costa (gli è arrivato in scia ad appena 4 decimi), mentre Lotterer è rimasto bloccato dalla sfida a tre con D’Ambrosio ed Evans e ha chiuso quinto alle spalle della Mahindra sul podio e della Jaguar del britannico. Da Costa è in testa al Campionato Piloti davanti a Vergne, in quello Costruttori DS ha un punto in più di BMW. Prossimo E-Prix fra meno di un mese a Marrakesh.
 

  • condividi l'articolo
Giovedì 20 Dicembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 02:02 | © RIPRODUZIONE RISERVATA
COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti