La nuova Opel Astra

Opel Astra, un restyling di sostanza: migliorano sicurezza, comfort ed efficienza

di Nicola Desiderio
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FRANCOFORTE – La Opel Astra affronta il restyling di metà vita della generazione K e lo fa con novità che rafforzano la sicurezza, il comfort e soprattutto l’efficienza dell’Auto dell’Anno 2017. L’Astra è, insieme alla Insignia, l’unica vetture figlie ancora della gestione General Motors. E proprio per questo ci si aspettava che questa sarebbe stata l’occasione giusta per impiantargli la meccanica PSA.

Ed invece non è così: i nuovi motori dell’Astra sono tutti a 3 cilindri e in alluminio, ma non hanno neppure un bullone in comune con le unità francesi, anzi sviluppo e progettazione sono tutti Opel, ancora in collaborazione con i vecchi proprietari di General Motors. Non dimentichiamo infatti che la multinazionale americana a Torino ha ancora GM Powertrain ovvero il proprio centro di eccellenza mondiale per lo sviluppo del motore a gasolio dove lavorano oltre 600 persone. È cosa loro il nuovo 1.5 che eroga 105 o 122 cv. Il primo ha una coppia di 260 Nm tra 1.500 e 2.500 giri/min, il secondo 300 Nm tra e giri/min e può essere accoppiato al cambio manuale a 6 rapporti oppure ad un automatico a convertitore di coppia a 9 rapporti (in questo caso la coppia è di 285 Nm tra 1.500 e 2.750 giri/min), anch’esso di origine GM e frutto di un accordo industriale con Ford. Tra le caratteristiche di spicco ci sono il controalbero, la distribuzione con doppio variatore di fase, il rapporto di compressione relativamente basso (15,5:1) e l’EGR ad alta pressione.

Ci sono poi le unità a benzina: l’1.2 ha 110 cv, 130 cv o 145 cv e fa parte della famiglia SGE cui apparteneva il mille da 105 cv precedentemente in gamma, l’1.4 da 145 cv è invece completamente nuovo ed è accoppiato esclusivamente ad un cambio a variazione continua con modalità sequenziale a 7 rapporti. Tutte le unità sono già omologate Euro6D, hanno il filtro antiparticolato ed il diesel anche il sistema SCR per gli ossidi di azoto. Notevole il guadagno in termini di consumi ed emissioni: si arriva ad un taglio che arriva al 21% e 5 delle 7 varianti ha emissioni NEDC inferiori a 100 g/km di CO2. Questo non è solo merito di motori e cambi, ma anche dell’adozione di pneumatici a basso attrito di rotolamento ed a una cura certosina dell’aerodinamica portato avanti nella galleria del vento dell’Università di Stoccarda in collaborazione con il Forschungsinstitut für Kraftfahrwesen und Fahrzeugmotoren (Istituto di Ricerca di Ingegneria Automobilistica e Motori). Sono stati modificati il frontale, con l’adozione della presa d’aria frontale a chiusura automatico e di una carenatura più accurata del fondo vettura per un risultato eccellente: la Sports Tourer dichiara un cx di 0,26, insolitamente migliore di quello della berlina di circa un punto e che costituisce un primato assoluto per una station wagon.

Ma sono anche altre le novità. L’assetto è stato modificato inoltre la strumentazione ha il tachimetro digitale ed è stato notevolmente migliorato il sistema infotelematico con l’adozione di uno schermo capacitivo di 8”, la ricarica wireless per lo smartphone e un impianto audio firmato Bose. Confermati i fari a matrice di Led – che apparirono per la prima volta su un’auto di questo segmento nel 2016 – e i sedili certificati AGR, in più c’è il parabrezza riscaldabile. Cambiano leggermente le tinte dell’abitacolo e i materiali, ma mantenendo le linee e l’impostazione precedenti. Nuova anche la telecamera anteriore preposta a controllare i sistemi di assistenza alla guida, che diventano più precisi e ora comprendono anche il controllo automatico della velocità di crociera, la frenata autonoma, il mantenimento della corsia e il riconoscimento dei segnali. Migliorata anche la qualità della telecamera e dei sistemi di parcheggio.

C’era grande curiosità per questi nuovi propulsori e cambi totalmente inediti e che, per quanto riguardino concettualmente una realtà che risale soli due anni fa, sembrano già risalenti ad un’altra epoca. Il primo contatto è con l’1.2 da 130 cv, dunque pari in potenza e cilindrata rispetto all’unità PSA che si trova in tanti modelli del gruppo. Rispetto al francese, vibra e si sente leggermente di più, ma ha un’ottima erogazione e di distende anche bene riuscendo a imprimere prestazioni di rilievo. Discreto il cambio, davvero ottima la frizione: leggera e progressiva. L’accoppiamento tra l’1.4 da 145 cv e il cambio a variazione continua impressiona di meno sul piano delle prestazioni, ma è indovinato per la guida di tutti i giorni. Premendo poco l’acceleratore, il 3 cilindri si stabilizza al regime ideale portando l’Astra con gradualità all’andatura desiderata. Il diesel si fa sentire in accelerazione, ma ha una spinta decisa sin dai regimi inferiori. In generale, appare efficace l’insonorizzazione. L’assetto appare orientato maggiormente al comfort e alla sicurezza, ma senza inficiare le proverbiali doti stradali dell’Astra.

La rinnovata Opel Astra, dopo il debutto al Salone di Francoforte, arriverà nei concessionari tra qualche settimana ad un prezzo d’attacco di 23.800 euro (mille euro in più per la Sports Tourer), una soglia apparentemente elevata, ma al lordo della dotazione e al netto degli sconti.
 

 

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Sabato 21 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento: 23-09-2019 18:19 | © RIPRODUZIONE RISERVATA