Il nuovo Pilot Sport Endurance di Michelin

Ecologia Michelin, una slick speciale. Il Pilot Sport Endurance ha un battistrada simile al selciato percorre quasi 1.000 km

di Nicola Desiderio
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La corsa è sempre la stessa, ma le tecnologie vanno sempre avanti alla 24 Ore di Le Mans, anche per gli pneumatici e la Michelin, fornitore unico per la classe Hypercar nel WEC e per l’omologa GTP nell’IMSA, ha pronta una nuova famiglia di coperture che ridefinisce i parametri tecnici e anche estetici delle gomme. Il nuovo Michelin Pilot Sport Endurance infatti è composto per il 50% di materiali sostenibili ovvero riciclati e rinnovabili, un bel passo avanti rispetto al precedente che era fermo al 30%, più del 40% che il costruttore francese si era prefissato e del 32% in media dei suoi pneumatici stradali con l’obiettivo di raggiungere il 100% entro il 2050.

Lo sviluppo del Michelin Sport Endurance è iniziato nel 2023 a partire dal modello digitale e la verifica in pista doveva avvenire nel corso del 2024 in vista del debutto l’anno successivo, ma una serie di circostanze, non ultime le condizioni atmosferiche avverse in concomitanza con i test programmati, ha costretto a rimandare tutto di 12 mesi. Le prove in pista si sono svolte al Paul Ricard il 14 maggio 2025 e il 23 giugno successivo a Watkins Glen seguite il 14 novembre dal debutto in occasione della sessione preliminare dell’IMSA. Per migliorare la sostenibilità del nuovo Pilot Sport Endurance, i tecnici francesi hanno preso in considerazione 11 nuovi materiali tenendone 7 e modificando le proporzioni degli altri già utilizzati (in tutto 30 circa). Il risultato è uno pneumatico che ha anche un’altra grande novità, immediatamente visibile: il battistrada infatti non è nero come al solito, ma ha un disegno che è una via di mezzo tra un selciato composto da pietre ad opera incerta e le nervature di una foglia, pur rimanendo uno slick.

Il nuovo nato mantiene fondamentalmente la struttura di quello precedente e le stesse misure regolamentari ovvero 34/71-18 per le posteriori e 29/71-18 per quelle anteriori dove il primo e il secondo numero indicano in centimetri rispettivamente la larghezza del battistrada e il diametro complessivo delle ruote mentre il terzo la calettatura del cerchio in pollici. I team hanno a disposizione tre mescole alle quali corrispondono tre bande di colore sul fianco: bianco per l’H (Hard), gialla per la M (Medium) e rossa per la S (Soft). La gomma da bagnato è contraddistinta dalla lettera W (Wet) ed ha la banda blu.

Gli obiettivi principali del nuovo Michelin Sport Endurance erano due. Il primo è scaldarsi rapidamente visto che il divieto di utilizzo delle termocoperte ha creato non pochi rischi, ma sembra che le nuove gomme funzionino e, quando sono fredde e l’aria è a 20 gradi, vadano in temperatura 8 secondi più velocemente. Il secondo è fornire prestazioni costanti per la percorrenza maggiore possibile. La casa francese afferma che il nuovo pneumatico potrebbe durare per 5 stint a Le Mans senza decadimenti significativi nelle prestazioni e, considerando che la Ferrari vincitrice a Le Mans lo scorso anno ne ha compiuti 32 percorrendo 5.272 km, vuol dire quasi 900 km con un treno di gomme.

A dire il vero, già nel 2011 un’Audi riuscì nell’impresa, ma con condizioni particolarmente favorevoli. Qui invece si tratta di limiti raggiungibili da tutte le vetture a tal punto che nel 2027 potrebbe essere introdotto l’obbligo di percorrere almeno 5 stint con lo stesso set. Una delle chiavi della Le Mans di quest’anno potrebbe essere dunque lo sfruttamento ottimale di questa proprietà diminuendo il numero dei cambi e il tempo di sosta ai box. Per questo, i team che si dividono tra WEC ed IMSA come Aston Martin, BMW e Cadillac e hanno percorso più chilometri con il nuovo Michelin Pilot Sport Endurance potrebbero aver appreso qualche segreto in più, decisivo per la vittoria finale della 24 Ore di Le Mans.

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venerdì 12 giugno 2026 - Ultimo aggiornamento: 16-06-2026 13:52 | © RIPRODUZIONE RISERVATA