La nuova Ferrari 812 GTS

Ferrari torna dopo 50 anni alle spider con motore V12. Ecco la 812 GTS erede della mitica Daytona

di Sergio Troise
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MARANELLO - Erano 50 anni, dai tempi della 365 GTS4 del 1969 (la mitica Daytona), che in casa Ferrari avevano rinunciato alle spider con motore a 12 cilindri. Fatta salva qualche eccezione prodotta in tiratura limitata (la 550 Barchetta Pininfarina del 2000, la Superamerica del 2005, la SA Aperta del 2010 e, più di recente, la F60 America del 2014, di cui furono realizzati soltanto 10 esemplari), a Maranello avevano deciso che le versioni scoperte dei loro capolavori dovevano adottare esclusivamente motori a 8 cilindri, sia che fossero montati anteriormente, come sulla Portofino, sia in posizione posteriore/centrale, come sulla neonata F8 Spider (di cui leggete su questo stesso sito).
 

La svolta, ovvero la presentazione in anteprima della 812 GTS, è stata annunciata a poche ore di distanza dalla straordinaria vittoria di Leclerc a Monza, nel giorno in cui la Casa del cavallino rampante ha presentato “Universo Ferrari”, iniziativa dedicata a tutti gli appassionati del marchio modenese, e non solo alla ristretta cerchia di ricconi che possono permettersi auto del genere. Il programma prevede una straordinaria esposizione dedicata al mondo delle Rosse all’interno di una struttura creata appositamente nei pressi della pista di Fiorano: nei weekend del 21-22 e del 28-29 settembre sarà dunque possibile accedere alle aree dedicate a tutte le attività dell’azienda, dalle Classiche al mondo GT, dalle corse fino alla Scuderia fondata 90 anni fa. Il biglietto d’ingresso costa 30 euro ed è acquistabile on line.

Certo, non saranno molti, in Italia e nel mondo, coloro che potranno festeggiare con un acquisto milionario il ritorno del V12 nell’élite delle vetture scoperte ad alte prestazioni (parliamo di un’auto che sfonderà abbondantemente il muro dei 300.000 euro), tuttavia è fuor di dubbio che il mondo degli appassionati del Cavallino è popolato di sognatori ammaliati dal fascino delle Rosse, dal loro stile, dal rombo del motore (in particolare quello del mitico V12), dalla storia stessa del marchio e del suo impareggiabile fondatore. E la marea rossa vista a Monza in occasione della vittoria di Leclerc è forse la prova più tangibile di quanto giusto sia “aprire le porte” dell’Universo Ferrari anche a coloro che mai potranno permettersi una vettura del Cavallino.
 

 

L’arrivo di questa super scoperta sofisticata ed esclusiva segna dunque una tappa fondamentale nella storia della Ferrari, non foss’altro che per il fatto di candidarsi, con i suoi 800 cv/718 Nm, al ruolo di spider di serie più potente sul mercato. Parente stretta della 812 Superfast chiusa, si distingue per l’equilibrio delle proporzioni, che esaltano il connubio perfetto tra sportività ed eleganza e lasciano inalterate le qualità aerodinamiche della silhouette, grazie ad una serie di dettagli rivisitati, in particolare nella coda. Tra gli elementi caratteristici spiccano il diffusore triplano in coda e due pinne sotto le quali è alloggiato il meccanismo di movimentazione del tetto. “La loro progettazione – fanno notare gli uomini del Centro Stile - genera una forte spinta visiva sull’anteriore e conferisce alla vetratura laterale il caratteristico disegno che contraddistingue la versione spider dalla berlinetta”. Nuovi sono anche il tonneau e il vano bagagli.

Ma ciò che fa la differenza è ovviamente il tetto rigido ripiegabile, apribile in appena 14 secondi a veicolo fermo o in marcia fino a una velocità massima di 45 km/h. Il lunotto si muove con un comando elettrico e – assicura la Casa – “rende la vettura totalmente sfruttabile anche a tetto aperto”. In configurazione coupé, tra l’altro, il lunotto può essere lasciato aperto per continuare a godere appieno del rombo unico del V12 aspirato.

Il motore – vale la pena ricordarlo – è il medesimo utilizzato sulla 812 Superfast e – sempre secondo le anticipazioni fornite dalla Ferrari – le prestazioni non cambiano. “I suoi 718 Nm di coppia e la capacità di tirare in progressione fino a 8.900 giri – assicurano i tecnici di Maranello - garantiscono un’accelerazione impressionante, praticamente identica a quella della 812 Superfast”. Più in dettaglio, vale la pena ricordare che la velocità massima dichiarata dalla Casa è di 340 km/h, mentre in passaggio in accelerazione da 0 a 100 avviene in 3 secondi (8,3 sullo 0-200). Il limitatore è programmato a 8.900 giri, e – assicura la Casa – ciò garantisce una sportività di guida straordinaria e immutata rispetto alla 812 Superfast chiusa”.

Ciò detto, è giusto ricordare che proprio come per la 812 Superfast è stato possibile ottenere un tale livello di prestazioni introducendo contenuti innovativi, tra cui il sistema di iniezione diretta a 350 bar e il sistema di controllo dei condotti di aspirazione a geometria variabile, mutuato dai motori di F1 aspirati. Tali dispositivi consentono di sfruttare l’incremento di cilindrata (da 6,2 a 6.5 litri) per massimizzare la potenza erogata mantenendo un eccellente livello di guidabilità anche ai bassi regimi: una qualità, questa, indispensabile per consentire l’uso della 812 scoperta anche a bassi regimi di rotazione, magari per godersi un viaggio en plein air lungo strade panoramiche dove la velocità e l’aggressività di guida risulterebbero fuori luogo.

In questa ottica è stato curato anche il rispetto – nei limiti del possibile - delle normative sulle emissioni, mettendo particolare cura nella progettazione dell’impianto di catalizzazione e utilizzando la strategia Stop&Start On the Move per la migliore gestione di spegnimento e riaccensione del motore a vettura in movimento. Sarà opportuno ricordare, comunque, che la 812 Superfast Spider rimane una vettura ad altissime prestazioni, in grado di esaltare il piacere di guida grazie anche alle strategie di gestione del cambio F1 a 7 marce doppia frizione, che assicura tempi di cambiata accorciati quando il manettino (immancabile) è sistemato nelle posizioni più sportive.

Nessuno ha potuto ancora guidare la nuova 812 GTS Spider, tuttavia in casa Ferrari assicurano che nonostante l’incremento di peso di 75 kg (1600 a secco) si profila certa la conferma del comportamento (su strada e in pista) garantito dalla versione chiusa. Ciò grazie alla conferma dell’assetto e all’impiego di ammortizzatori a controllo magnetoreologico, e alla riproposizione di tutta una serie di dotazioni tecniche con funzioni di supporto alla guida.

Tra queste, vale la pena ricordare l’EPS (Electric Power Steering), ovvero il servosterzo elettrico tarato per sfruttare appieno il potenziale prestazionale dell’auto. Ma non solo: tra i dispositivi elettronici non mancano la versione 5.0 dell’SSC (Side Slip Control) e il cosiddetto passo corto virtuale. E ancora: vengono confermati altri supporti come l’FPP (Ferrari Peak Performance) e l’FPO (Ferrari Power Oversteering), il primo in grado di avvertire quando l’auto sta raggiungendo il livello di aderenza limite in fase di sterzata, il secondo che in certe condizioni critiche, come il sovrasterzo in uscita di curva, agisce sul carico volante invitando il guidatore all’esecuzione della corretta manovra di riallineamento. Confermati anche gli interni, con sedili anatomici, dettagli in pelle e carbonio e strumentazione identica a quella della versione chiusa. Non ancora comunicato il prezzo, che comunque sarà ritoccato verso l’alto rispetto a 300.308 euro della 812 Superfast.


 

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Lunedì 9 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento: 10-09-2019 15:49 | © RIPRODUZIONE RISERVATA