La nuova Mazda CX-30

Mazda CX-30, il terzo Suv che vuole mettersi in mezzo

di Nicola Desiderio
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Tra la CX-3 e la CX-5, il nuovo suv della Mazda si chiama CX-30 e nasce per offrire una terza opzione tra i veicoli a ruote alte del marchio giapponese e potenziarne le vendite che nel primo semestre sono cresciute del 5,7% e in Europa dello 0,3% in uno scenario che perde l’1%. Mazda prevede di chiudere l’anno fiscale (marzo 2020) con 1,618 milioni di unità (+4%) dei quali 286mila nel Vecchio Continente (+6%).

Per qualche centimetro in più. Con i suoi 4,39 di lunghezza, la nuova CX-30 si posiziona tra i 4,27 della CX-3 e i 4,55 della CX-5, ma è un po’ più vicina alla prima puntando ad offrire più spazio con qualche centimetro in più e uno stile improntato agli ultimi canoni inaugurati dalla Mazda3. Da quest’ultima prende la piattaforma, caratterizzata da una scocca che utilizza il 30% di acciai ultraresistenziali da 980 MPa con applicazioni addirittura da 1.310 MPa nei punti nevralgici. Il tratto stilistico fondamentale è la parte laterale, liscia e morbida con un muscolo che scende dal cofano anteriore verso il posteriore. Piuttosto marcate le cornici di plastica intorno ai parafanghi, tipicamente Mazda il cofano lungo, i fari sottolineati da un profilo cromato ad ala e le luci posteriori con proiettore circolare sormontato da un ciglio che dà un tocco di aggressività. Il bagagliaio, dotato di portellone elettrico, ha una capacità che va da 430 a 1.406 litri, piuttosto regolare nella forma, ma gli mancano le maniglie che permettono di abbattere lo schienale 60/40.

Semplice, ma elegante. Il legame della CX-30 con la Mazda3 è ancora più visibile nell’abitacolo, in particolare per la plancia. La strumentazione è parzialmente digitale, raccolta in un cockpit sopra cui si intravvede l’head-up display e ai lati del quale sono posizionate le bocchette. Le due per il passeggero sono allineate di fronte a lui e ve ne sono anche per i sedili posteriori dove c’è più spazio rispetto alla CX-3, ma soprattutto maggiore accessibilità e più luce. Elegante la forma a due strati, con quella superiore in pelle cucita. Due i temi disponibili, anche con pelle bicolore e traforata per i sedili, molto ben imbottiti e dotati di riscaldamento e comandi elettrici. Elegante anche lo schermo da 8,8 pollici in formato panoramico appoggiato sulla parte superiore del cruscotto e rivolto verso il guidatore. Il sistema infotelematico ha Android Auto ed Apple Carplay, si comanda con la voce, il tocco e il manopolone che si trova sul tunnel centrale. In generale si apprezza l’eleganza minimale delle forme, la consistenza dei materiali e l’accuratezza con la quale sono assemblati.

Equilibrio e attenzione. La dotazione di sicurezza prevede 7 airbag e una lunga lista di dispositivi di assistenza. Il cruise control adattivo integra il controllo della traiettoria, in più c’è la frenata automatica di emergenza e la funzione frenante per il traffico trasversale, sia per quello posteriore sia per quello anteriore. Ci sono l’allerta per l’angolo cieco e per il monitoraggio delle zone laterali posteriori. Molto sofisticato il sistema di controllo della stanchezza del guidatore che sfrutta sensori e addirittura una telecamera a raggi infrarossi che guarda verso i nostri occhi, verificando che siano sempre aperti e se le palpebre sbattono più o meno spesso. Ci sono anche i fari a matrice di Led e il G-Vectoring Control Plus, un sistema che regola l’equilibrio tra i due assali intervenendo sulla coppia erogata dal motore e sui freni. Anche il sistema di trazione integrale (ove presente) utilizza la coppia motrice in funzione stabilizzatrice: la aumenta sulle ruote posteriori in accelerazione e all’uscita delle curve, la diminuisce in frenata e ne mantiene la ripartizione in fase di inserimento.

Benzina, diesel e… benzina! Al lancio la CX-30 ha gli stessi motori della Mazda3, ovvero il diesel 1.8 da 116 cv con 270 Nm di coppia tra 1.600 e 2.500 giri/min e che per ottenere l’omologazione Euro6D-temp si fa bastare la trappola per i NOx. Il 2 litri aspirato da 122 cv a 6.000 giri/min ha invece 213 Nm a 4.000 giri/min. Tra le sue caratteristiche salienti ci sono l’elevato rapporto di compressione (13:1), la disattivazione dei cilindri a basso carico e il sistema mild-hybrid che utilizza una batteria agli ioni di litio da 600 kJ (0,17 kWh) e un piccolo motogeneratore collegato tramite la cinghia che recupera energia, fornisce una piccola spinta allo spunto e regola lo spegnimento e il riavvio del motore. È omologato Euro6D senza bisogno del filtro antiparticolato. Un paio di mesi dopo il lancio sarà la volta del 2 litri Skyactiv-X da 180 cv, l’innovativo motore a benzina capace di funzionare per autoaccensione, come un diesel, riuscendo a sintetizzare il meglio dei due mondi. Tutti i motori possono essere accoppiati indifferentemente ad un cambio manuale o automatico a 6 rapporti.

Silenziosa e sicura. Abbiamo guidato la CX-30 sulle strade ai piedi del Taunus, la catena montuosa che accompagna il Reno e il Meno all’incontro nei pressi di Francoforte. Il 2 litri è un motore regolare e non punta certo a fornire forti brividi, ma ha una buona propensione a girare in alto sfoderando alla fine numeri discreti (186 km/h, 0-100 km/h in 10,6 s.). In tal caso, diminuisce la sua naturale efficienza, ma si può utilizzare di più il suo eccellente cambio manuale, preciso e secco come quello di un’auto sportiva. L’assetto garantisce un comportamento un buon comfort sospensivo, ancora migliore dal punto di vista acustico, soprattutto per il ridotto rumore di rotolamento. Il diesel 1.8 ha ovviamente una spinta più consistente ed omogenea, consumi pari (5,1 litri/100 km WLTP), ma ovviamente ha emissioni più basse (135 g/km di CO2 contro 141). Davvero niente male il suo allungo: si avvicina ai 5.000 giri/min con una naturalezza che è di pochi motori a gasolio.

Arriva a settembre. La Mazda CX-30 arriva nei concessionari dal mese di settembre con un prezzo di listino che parte da 24.750 euro ed è articolato in 4 allestimenti (Evolve, Executive, Exceed e Exclusive). Il differenziale tra il 2 litri a benzina e il diesel è di 2.200 euro e lo stesso per la trazione integrale. Lo Skyactiv-X costa 1.000-1.700 euro più della versione a gasolio.

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Giovedì 18 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento: 17:54 | © RIPRODUZIONE RISERVATA