La nuova Volkswagen Golf

La Golf sale sull'ottovolante. Svelata l’8^ generazione di uno dei modelli più famosi. Tante versioni, anche ibride

di Mattia Eccheli
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WOLFSBURG - La nuova Golf ascolta gli automobilisti e parla con le infrastrutture. E dialoga con la rete. Mai la best seller di Volkswagen era stata tanto connessa prima d’ora. E forse non lo sarà nemmeno più, visto che più di un esperto azzarda che quella appena presentata a Wolfsburg possa essere l’ultima generazione. Cioè l’ottava, che dovrebbe proiettare il modello oltre i 40 milioni di esemplari commercializzati.
Finora sono stati 35 milioni, due e mezzo dei quali nel Belpaese, dove la Golf VIII debutta nel corso del primo trimestre del prossimo anno. L’avventura del nuovo modello, cambiato poco fuori, ma molto dentro, comincerà in dicembre con i mercati di Germania e Austria. Il prezzo indicativo per il mercato tedesco sarà di poco inferiore ai 20.000 euro. Per quello italiano ci sarà da pazientare.
 

 

La Golf VIII potrebbe diventare (ancora di più) un modello da collezione, se veramente non avrà eredi con motori a combustione. Nel segmento C, il più importante in Europa e lo stesso della best seller, Volkswagen sta per lanciare la ID.3, la prima vettura a zero emissioni nata sulla piattaforma modulare elettrica. Per questo la Golf non verrà più prodotta a batteria (e nemmeno a tre porte, a dire il vero), ma in cambio verrà elettrificata.
Disporrà di cinque varianti ibride: tre a 48 volt e due ricaricabili. Senza contare l’aggiornata declinazione alternativa a metano basata sull’unità da 1.5 litri da 130 cavalli. A chi paventa il rischio di una possibile “cannibalizzazione”, il numero uno del marchio, Ralf Brandstätter, ha spiegato che «la Golf appartiene all’essenza del marchio e per noi è scontato che sarà un modello che garantirà profitti» . Il manager è obbligato a dire così, ma il fascino che questo modello ancora esercita sui clienti è verosimilmente superiore a quello della cugina elettrica.
La Golf VIII ha lo stesso passo del modello precedente, cioè 2,636 metri, mentre ha guadagnato 26 millimetri in lunghezza (4,284), vale a dire oltre mezzo metro in più rispetto alla prima generazione, quella progettata da Giorgetto Giugiaro, voluto a Wolfsburg per il “battesimo” della “otto”.
La sua “bambina” è diventa una bella quarantenne: l’impostazione è rimasta sostanzialmente quella originaria e le proporzioni non sono cambiante a dispetto delle dimensioni. Anche per questo è diventata un’icona.

L’elettrificazione è la grande novità:la tecnologia mild hybrid debutta su Volkswagen con la nuova Golf. Sarà contrassegnata dal logo eTsi, garantirà riduzioni dei consumi fino al 10% e sarà applicata alle unità turbo benzina a tre cilindri da 1.0 litri da 110 cavalli (un’altra “prima” della Golf, che avrà un entry level da 90 cavalli, sempre a tre cilindri) ed alle due da 1.5 litri da 130 e 150 cavalli. Le versioni plug-in (eHybrid), sviluppate sul millequattro benzina ed accoppiate ad un’unità elettrica con batteria da 13 kWh e trasmissione automatica a sei marce, avranno 204 e, come Gte, 245 cavalli. Per il momento non ne sono stati anticipati i dati tecnici, ma la possibile autonomia a zero emissioni dovrebbe superare i 50 chilometri. Volkswagen continuerà ad offrire propulsori a gasolio, anche se più raffinati e puliti. Il costruttore accredita i 2.0 litri da 115 e 150 cavalli di emissioni di Co2 limate del 17% con un abbattimento di quelle di Nox fino all’80%.
Il merito è da attribuire all’adozione della doppia iniezione di AdBlue (twin dosing). Ai clienti più esigenti, Volkswagen non farà mancare le declinazioni più “spinte”: dalla Gti alla Gtd fino alla R ad alte prestazioni, per la quale si ragiona anche attorno ai 400 cavalli. La potenza massima dichiarata per la gamma è ufficialmente di 300 cavalli.

Un apporto determinante alle migliori prestazioni anche ambientali del modello è arrivato dall’aerodinamica: la riduzione dell’altezza di 35 millimetri (1,456 metri) è un aspetto importante. «La sua leggerezza si esprime attraverso un linguaggio di design chiaro e purista, che nell’ottava generazione ha raggiunto un’armonia senza soluzione di continuità» , sintetizza Klaus Bischoff, numero del design di Volkswagen. La Golf che ascolta ha i comandi vocali, oltre ad un nuovo cruscotto digitale con schermo da 8,25” nel quale quasi tutti gli interruttori sono stati sostituiti da tasti con superfici sensibili al tatto.

Ascolta anche grazie ad Alexia, l’assistente intelligente sviluppato da Amazon ed integrato da Volkswagen sulla propria best seller. E poi parla nel linguaggio Car2X, cioè quello delle infrastrutture (la maggior parte delle quali sono ancora “ignoranti”): la Golf è il primo modello europeo ad offrire questa comunicazione di serie.
Il costruttore ha anche anticipato che tutti i modelli saranno equipaggiati con la funzione We Connect per consentire all’ottava generazione di essere sempre online. I clienti potranno attivare diversi servizi anche dopo l’acquisto, creando così un ambiente digitale su misura, in futuro anche trasferibile su altri modelli del marchio.
 

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Lunedì 11 Novembre 2019 - Ultimo aggiornamento: 13-11-2019 12:35 | © RIPRODUZIONE RISERVATA