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MILLERUOTE
di Giorgio Ursicino
Max Verstappen ha agguantato il compagno Perez e si appresta a sferrare l'attacco decisivo al GP di Spa

Verstappen immenso a Spa: decima vittoria stagionale, ottava di fila. Ferrari, ottimo Leclerc sul podio, male Sainz che fa harakiri

di Giorgio Ursicino

Verstappen immenso, la Ferrari alza la testa. È questa la sintesi immortalata dal fotofinish del GP del Belgio disputato sul circuito di Spa. La pista riconosciuta all’unanimità dai piloti la più spettacolare, impegnativa e sfidante di tutto il calendario. Sicuramente il tracciato che premia il migliore e la monoposto più completa. Chi ha vinto? La domanda è quasi superflua. L’intero paddock e la totalità dei bookmaker avevano anticipato che, se il mastino si fosse tenuto fuori dai guai ed avesse portato la sua Red Bull fuori dalla prima curva, per gli altri sarebbero rimaste solo le briciole. E così è stato. L’olandese del 2023 è un campione sublime. Immune dagli errori al volante e da quelli “tattici”. Alla strategia pensa il suo muretto, bravo quasi quanto lui.

Sembra che il target di super Max sia quello di vincere tutte la gare ancora rimaste. Un programma, visto quanto ha fatto finora, tutt’altro che irreale. Per realizzare un’impresa del genere, la cosa più facile è cavalcare il meraviglioso destriero austriaco nelle scorribande trionfali. Quella più difficile è rimanere nella sua mente bionica sempre freddo e calcolare, non solo delle sue traiettorie, ma anche quelle degli altri. Molti dei quali non hanno assolutamente nulla da perdere vista la piega della stagione. Un modo di fare che il giovane tulipano ha condiviso con il suo team e che mette in pratica con innato cinismo. Dimenticatevi il bambino prodigioso che non alzava mai piede. Costi quel che costi.

Max ora di dimostrazioni di superiorità assoluta ne dà di altri tipi. Ed è per questo che vince in modo spropositato. L’olandese deve ringraziare i duelli con Hamilton dai quali ha imparato tanto, non sempre serve essere il più veloce, ma il più scaltro sì. Affrontare La Suorce di Spa se si ha la monoposto migliore è fin troppo facile. E l’orange conosce a fondo le doti del suo cavallo. Mentre tutti gli altri si sono buttati nel tornantino della prima curva come se fosse l’ultima, ed alcuni di loro sono usciti dal tritacarne con le ali spezzate, Max si è tenuto all’esterno e quando ha imboccato il discesone verso l’Eau Rouge-Raidillon era quasi sicuro di aver già vinto la terza Spa consecutiva, una gemma riuscita solo ai super campioni.

Il fenomeno, con calma e sangue freddo, sempre senza rischiare, ha, uno ad uno, infilzato Hamilton, Leclerc e, al 17 giro, l’incolpevole compagno Perez. In verità, nessuno ha osato opporre resistenza visto che, se avessero rovinato l’astronave con il numero uno, sarebbero stati massacrati. Dal quel momento Verstappen ha usato la marcia in più, facendo vedere come dice Wolff, che è lui «l’unico che guida una F1 in mezzo a 19 F2». Alla fine, galleggiando con le slick anche sotto le gocce di pioggia, ha terminato la corrida con oltre 20 secondi di vantaggio su un buon Checo e un ottimo Leclerc che si è guadagnato il podio, domando Hamilton con una Mercedes tornata a saltare come un canguro.

Alle loro spalle Alonso, Russell, Norris e Ocon. Per il cannibale è la vittoria numero 45, la decima in questa stagione tutta targata Red Bull, l’ottava di fila. Dopo la pausa estiva si corre in Olanda ed a Monza, due piste quasi opposte, ma il ragazzo ha già prenotato i Trofei per allungare ancora i suoi record. Per Maranello è stata una buona giornata, in gran parte inattesa. Che poteva essere decisamente migliore. Sainz, di solito molto lucido in macchina e ancora di più davanti ai microfoni, ha fatto corto circuito. Forse lo ha innervosito il fatto che il compagno scattava al palo perché la loro rivalità è sempre più sentita.

Entrambi i piloti devono rinnovare il contratto e forse non credono a Vasseur: Fred ha detto che in Ferrari non ci sono prime guide. Tutti e due temono (sbagliando...) che, se la rossa diventasse vincente, il TP potrebbe introdurre delle gerarchie. Sia come sia, il bravo spagnolo è andato in tilt, scattando come un kamikaze. Dalla estrema sinistra si è buttato a ruote inchiodate tutto a destra schiacciando l’incolpevole cangurino rookie contro un muretto che conoscono tutti. Come se non bastasse, quando si e dovuto ritirare perché la sua fiancata era troppo squarciata, se l’è presa con l’incolpevole Piastri a cui ha tranciato il tirante dello sterzo definendolo un «inesperto».

Carlos era sicuramente scuro in volto anche perché Charles lo ha scavalcato in classifica. Il figlio d’arte di Madrid va capito: dopo avere lottato a Silverstone ed a Budapest con una SF-23 che non andava, fare un errore del genere la prima volta che la vettura ha avuto feeling con le Pirelli anche sulla lunga distanza. Il Principino sembrava l’altra faccia della medaglia, sereno e rilassato, anche se molto realista: la RB è ancora di un altro pianeta, ma il Cavallino di è dimostrato le “seconda forza” su una pista come Spa e lui l’ha guidato magistralmente.

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Lunedì 31 Luglio 2023 - Ultimo aggiornamento: 01-08-2023 17:37 | © RIPRODUZIONE RISERVATA