Lucas di Grassi

Di Grassi (Cupra) e l'idea per il calendario: «Un terzo di gare dove corriamo solo noi, 1/3 in circuiti permanenti e 1/3 condivisi con la F1»

di Mattia Eccheli
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VALENCIA – Tornata in Formula E nella stagione 9, la scuderia tedesca Abt è affiancata da Cupra, il marchio spagnolo alto di gamma del gruppo Volkswagen. Il rientro, con la monoposto fornita dalla Mahindra, non è stato semplice, anche a Berlino, l'appuntamento di casa, con Robin Frijns era riuscita a conquistare la pole in uno dei due ePrix. L'undicesimo posto nella classifica a squadra non ha soddisfatto la squadra, che già nella nuova stagione punta a migliorare, anche se la macchina non ha subito sviluppi in termini di hardware. La scuderia ha confermato l'elvetico Nico Müller: «È bello essere di ritorno per raccogliere dati e fare giri», esordisce. «La giornata (quella di giovedì, ndr) non è stata proprio esente da problemi, ma siamo riusciti a fare molto e adesso si tratta di analizzare i dati che abbiamo raccolto e poi proseguire con il nostro lavoro», aggiunge il 31enne pilota al quale è stato affiancato il campione del mondo Lucas di Grassi, il brasiliano con passaporto anche italiano, che aveva corso con la Abt ai tempi dell'Audi e che arriva da una stagione alla Mahindra.

Una parola su Roma?

«Per me il circuito di Roma è il più bello in cui la Formula E abbia mai corso: non solo sono salito sul podio, ma ho anche dei bei ricordi. Però la vita continua. Andremo da un'atra parte in Italia, che per me è come una seconda casa e sono molto contento di continuare a gareggiare in Italia».

La Formula E sembra spostarsi sempre più verso i circuiti permanenti: non è un peccato?

«La mia visione è già di qualche anno fa: un terzo, un terzo, un terzo. Vale a dire una parte in tracciati esclusivi per la Formula E e penso a Parigi, Hong Kong, Roma o Londra, ossia percorsi in cui solo noi possiamo correre. Un'altra parte in circuiti permanenti come Città del Messico, Portland, forse Vallelunga. E un'altra parte dove corre sia la Formula 1 sia la Formula E, tipo Monaco, o Long Beach o Macao».

Perché?

«Credo che sia più efficiente dal punto di vista dei costi e poi consentirebbe di sviluppare strategie diverse».

A Valencia, nei test, i distacchi sono estremamente contenuti.

«La Formula E è un campionato molto molto equilibrato e siamo tutti molti vicini. Ci sono differenze tra le macchine, ma il livello dei piloti è molto alto e anche quello delle scuderie. Secondo me non è solo un campionato molto difficile, ma forse il più difficile: per vincere devi fare tutto giusto».

L'avvio dei test è stato piuttosto travagliato.

«Parliamo della giornata di giovedì, che è stata molto positiva: ho guidato a lungo la monoposto Abt Cupra e abbiamo fatto un gran lavoro e siamo andati avanti con lo sviluppo. È stata una sessione parecchio produttiva. E, soprattutto, è stato bello tornare in pista».

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Domenica 5 Novembre 2023 - Ultimo aggiornamento: 06-11-2023 14:33 | © RIPRODUZIONE RISERVATA